Nel mese di settembre, la Fed ha giustificato la sua decisione di rinviare i primi aumenti dei tassi d’intervento sottolineando i rischi esterni al paese. È più probabile che le battute d’arresto delle economie internazionali trattengano la Fed se sono dovute al calo dei prezzi delle materie prime o ad operazioni di deleveraging di fronte a livelli di indebitamento elevati. La minaccia che la Cina “sganci” la sua valuta potrebbe pesare ancora di più….
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Articolo tratto da Credit Suisse – Investment Monthly Europa (Novembre 2015)
Articolo a cura di : Oliver Adler – Head of Economic Research
A metà settembre, la Federal Reserve (Fed) ha giustificato la decisione di astenersi dall’aumentare i tassi, citando i rischi economici esterni. Quali tipi di rischi suscitano i maggiori timori della Fed?
Il commercio, il tasso di cambio dell’USD e le condizioni monetarie
L’impatto più evidente del mondo esterno sull’economia USA è attraverso la domanda di esportazioni dagli USA. La debolezza delle economie estere riduce la domanda, rallenta la crescita del PIL statunitense e quindi deprime l’inflazione USA. Se l’USD si apprezza mentre diminuisce la domanda internazionale, l’effetto sul commercio si amplifica: le esportazioni USA sono meno competitive di quelle dei paesi con valute più deboli e le importazioni USA aumentano mentre diminuiscono i prezzi all’importazione, spingendo ulteriormente al ribasso l’inflazione USA.
La misura in cui l’USD si apprezza in reazione alla debolezza della domanda estera dipende in larga parte dalla natura dello shock che ha generato il rallentamento globale. Se, ad esempio, un’economia estera rallenta perché la sua banca centrale ha aumentato i tassi d’interesse per contrastare il surriscaldamento dell’economia, la valuta estera ne risulta sostenuta e quindi l’apprezzamento dell’USD è limitato.
Gli shock recenti non sono stati di questa natura. L’evento negativo più significativo, soprattutto per una serie di mercati emergenti, è stato il brusco calo dei prezzi delle commodity. La flessione ha provocato un brusco calo del gettito per i paesi esportatori e un forte deprezzamento delle loro valute. L’USD, come di consueto, ne è uscito rafforzato. In secondo luogo poi, e in parte in conseguenza del calo del gettito dalle commodity, è aumentato il rischio che il debito accumulato durante gli anni del boom dei paesi emergenti possa diventare insostenibile; le valute hanno reagito con ulteriori flessioni, di nuovo rafforzando l’USD.
Timori per la stabilità finanziaria e il legame con la Cina
Tuttavia, è nostra impressione che i timori per la stabilità finanziaria pesino di più nei calcoli della Fed di quanto non faccia il commercio; dopo tutto, le esportazioni destinate a tutti i mercati emergenti rappresentano solo attorno al 4% del PIL USA. Invece, se i tassi d’interesse USA aumentano in una situazione in cui i mercati emergenti sono finanziariamente fragili, gli USA così come altre economie possono risentirne negativamente: un elemento molto importante in generale è l’impatto attraverso le banche esposte ai mercati emergenti, ma il calo dei prezzi degli attivi può generare anche altri effetti negativi su ricchezza, fiducia e finanziamenti. Mentre le banche USA sono meno esposte ai mercati emergenti di quanto non lo fossero durante la crisi dei mercati emergenti della fine degli anni ’90, i legami finanziari restano solidi. La preoccupazione maggiore per la Fed forse è che la Cina possa “sganciare” la sua valuta dall’USD; questo rischio diventa più probabile se la Fed aumenta i tassi, rafforzando l’USD. Un CNY più debole non solo ridurrebbe le esportazioni USA verso la Cina, ma può anche causare una notevole instabilità finanziaria, come ha dimostrato l’episodio di agosto: le aspettative di svalutazione amplificano i deflussi di capitali, e per arginarli occorrono interventi sul mercato dei cambi. Questo avviene sotto forma di cessioni di titoli USA, tra i quali i Treasury, una scelta che tende a turbare i mercati mobiliari in USD. Mentre la geopolitica suggerisce che gli USA sono contrari all’idea che il CNY acquisisca in tempi troppo rapidi il ruolo di moneta di riserva, aumentano le pressioni perché la Fed tenga nella dovuta considerazione gli interessi della Cina.
Fonte: BONDWorld.it
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