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Il Punto: Draghi torna a sorprendere

Draghi torna a sorprendere con una comunicazione più accomodante del previsto. Ma cosa attendersi in concreto?….


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Un taglio del depo rate a marzo è pressoché scontato. È anche probabile che la BCE annunci modifiche ai parametri dell’APP. Un aumento del volume mensile di acquisti dipende dall’evoluzione dei rischi per la crescita e l’inflazione e ci sembra meno scontato, anche perché le cartucce a disposizione della BCE sono in esaurimento.

Il messaggio lanciato dalla BCE è stato indubbiamente più accomodante del previsto. Probabilmente, le turbolenze dei mercati hanno indotto il Consiglio a rompere gli indugi e a spendere l’effetto annuncio oggi piuttosto che a marzo. Come ci aspettavamo, il comunicato riconosce che il bilancio dei rischi nell’ultimo mese è peggiorato sia per la crescita sia perl’inflazione. Di riflesso, “la BCE potrebbe riconsiderare il grado di stimolo monetario alla prossima riunione di inizio marzo” e ”nel frattempo la BCE studierà come assicurare che sussistano le condizioni tecniche per l’implementazione di tutte le opzioni di politica monetaria”. Draghi a più riprese ha ripetuto “la volontà, determinazione e capacità del Consiglio di fare tutto ciò che è nel proprio mandato per rispettare il target di inflazione di medio periodo”. Draghi ha tenuto a specificare che “non vi sono limiti tecnici che possano impedire alla BCE di agire per il raggiungimento del proprio obiettivo”. La BCE precisa che, questa volta, la strategia di comunicazione è condivisa dall’unanimità dei membri del Consiglio. Ma cosa attendersi in concreto?

Sicuramente un taglio del tasso sui depositi a marzo non incontrerebbe grossi ostacoli. Del resto un taglio più ampio era già stato discusso a dicembre e non aveva incontrato grande opposizione dai membri meno interventisti – soltanto obiezioni di opportunità legate al rischio di esaurire gli strumenti a disposizione. Pensiamo che a fronte di un peggioramento delle stime di inflazione 2016-17, la BCE potrebbe muovere il tasso sui depositi a marzo e non aprile come ci aspettavamo prima della riunione.

Riguardo ad altre possibili misure, sulla base delle dichiarazioni di giovedì è possibile che la BCE annunci a marzo anche delle modifiche ai parametri di implementazione dell’APP. Già a dicembre era stata ventilata la possibilità di cambiamenti e il comunicato indica che il Consiglio si sta muovendo su questa strada. Non è chiaro, però, a quali parametri ci si riferisca. Draghi, in risposta a una domanda di un giornalista, non ha escluso che i cambiamenti possano interessare la regola delle quote capitale, ed ha sostenuto che non vi sono limiti tecnici. Ci sembra più probabile che il riferimento riguardi il limite di detenzione delle singole emissioni, il cui innalzamento renderebbe possibile un incremento ulteriore dell’APP, altrimenti difficile per il progressivo esaurimento della disponibilità di titoli di alcuni emittenti.

Modifiche ai parametri di implementazione dell’APP, perciò, sarebbero propedeutiche a segnalare la possibilità di un aumento del volume mensile di acquisti. Nonostante la comunicazione che cerca di rassicurare, però, è evidente che la BCE ha ormai esaurito le cartucce, e che quelle di cui dispone hanno effetti sempre più scarsi. Inoltre, i verbali della riunione di dicembre mostravano che sarebbe necessario un netto peggioramento dello scenario macroeconomico e, aggiungiamo, forse indicazioni che la crescita area euro anziché accelerare possa rallentare, per superare le obiezioni a un ulteriore potenziamento dell’APP. Per ora le informazioni raccolte suggeriscono un peggioramento del bilancio dei rischi ma non uno scenario così avverso.

Va inoltre sottolineato che il comunicato indica che “la BCE potrebbe riconsiderare il grado di stimolo monetario”. Non è scontato che la BCE farà quello che non ha fatto a dicembre, ovvero un taglio più ampio del tasso sui depositi e un aumento del volume mensile di acquisti. I dati e la dinamica delle attese di inflazione rimangono chiave per le mosse BCE. Le cartucce a disposizione, però, sono in esaurimento e il Consiglio vorrà usarle con parsimonia, nonostantela comunicazione più rassicurante e possibilista delle attese alla riunione di inizio anno. Ilsospetto è che Draghi abbia puntato a un effetto immediato sul clima di fiducia, un’operazione questa perfettamente riuscita, correndo il rischio di deludere a marzo.


Comunicazioni importanti

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