Image

Il Punto: La Fed sta cercando di preparare i mercati

– In marzo sta migliorando anche il flusso di dati economici europei, dopo quello statunitense. Sembra più probabile che la crescita dell’Eurozona acceleri marginalmente rispetto all’ultimo trimestre 2015…..


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


– La Fed sta cercando di preparare i mercati alla possibilità che i tassi salgano già ad aprile o giugno, per ora senza grande successo. Anche ‘colombe’ come Evans parlano di nuovi interventi sui tassi ufficiali.

– Con quasi un mese di ritardo rispetto agli Stati Uniti, anche il flusso di dati economici europei sta offrendo sempre più frequentemente sorprese positive. Dopo la produzione industriale di gennaio, questa settimana è toccato alle indagini congiunturali mostrare dei miglioramenti, per lo più anche superiori alle attese. Finora, l’unica eccezione è costituita dall’indagine francese Insee, che ha mostrato un lieve ma generalizzato peggioramento del clima di fiducia in marzo. Il PMI composito dell’Eurozona ha riassorbito il calo di febbraio, tornando sui livelli di gennaio (53,7). L’indice Ifo è salito di un punto a 106,7, sostenuto sia dalle aspettative, sia dalla valutazione più positiva della situazione corrente. Anche l’indice della BNB è migliorato più del previsto, da -6,6 a -4,2. In parte, il miglioramento degli indici di fiducia potrebbe riflettere il rientro delle turbolenze finanziarie di inizio anno, che probabilmente avevano inciso in modo negativo sul clima di fiducia a febbraio. Una precisazione è utile: tranne che in Belgio, la ripresa evidenziata dalle indagini congiunturali riguarda soprattutto il terziario. Gli indici PMI per il manifatturiero sono migliorati poco (soltanto di 0,2 punti, a 51,4), e risentono di una nuova flessione dell’indice di diffusione per gli ordinativi esteri da 51,5 a 51,0. Anche l’indagine Ifo mostra sì una fiducia più solida fra le imprese manifatturiere tedesche, ma anche un calo della produzione corrente e un aumento delle scorte. La relativa debolezza del settore manifatturiero riflette la perdurante fragilità della domanda estera, mancando ancora chiari segnali di riaccelerazione in Cina e non essendo ancora concluso l’adattamento dei produttori di petrolio al più basso livello di prezzi. Tuttavia, i dati ci dicono che la crescita del PIL, lungi dal rallentare nel 1° trimestre 2016, potrebbe forse accelerare marginalmente dallo 0,3% del 4° trimestre 2015.

– Sul fronte americano, dove il miglioramento dei dati è in corso da più tempo, la piena occupazione è vicina e la dinamica dell’inflazione è in accelerazione, si cominciano a osservare dei mutamenti significativi nel tono delle dichiarazioni dei banchieri centrali. Nel corso degli ultimi giorni, diversi membri del FOMC hanno sì difeso la scelta di lasciare i tassi invariati a marzo sulla base dell’incertezza generata dai fattori internazionali, ma hanno anche segnalato di essere favorevoli a nuovi rialzi nel corso del 2016. Dichiarazioni in tal senso non stupiscono quando arrivano da ‘falchi’, ma questa volta sono uscite anche dalla bocca di una ‘colomba’ come Evans, secondo cui due interventi nel corso dell’anno non sono affatto irragionevoli. In diversi (Williams, Lockhart, Harker, Bullard) hanno avvisato che la prossima mossa potrebbe arrivare anche alla riunione del 26-27 aprile. I mercati, da parte loro, attribuiscono una probabilità attualmente molto bassa a tale scenario (14%), scontando la prossima mossa con probabilità maggiore del 50% soltanto da luglio in poi. Nonostante gli assestamenti di questi giorni, il contratto di giugno dei fed fund futures ha ancora un tasso implicito di 4pb inferiore rispetto al 15 marzo. Tuttavia, l’andamento dei mercati risente in questi giorni anche della reazione agli attentati di Bruxelles, che agisce in direzione contraria sui tassi. Dove le dichiarazioni hanno avuto più peso è stato sui mercati valutari: il dollaro ha recuperato l’1,4% dal 18 marzo in poi, riassorbendo gran parte della discesa seguita alla riunione Fed del 15-16 marzo. La divergenza tra Fed e mercati sarà risolta nelle prossime settimane dal flusso di dati, che riteniamo confermerà la persistenza della fase di espansione.


Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.