BCE: in attesa di una nuova euro visione

La riunione di giugno della BCE si è conclusa con tassi fermi e nessuna nuova sulle misure straordinarie, come in parte atteso……

Viene ribadito che la soluzione della crisi rimane compito dei Governi e che la BCE non dispone di un “silver bullet”. Draghi ha però confermato che la BCE è coinvolta in modo attivo nella definizione di un nuovo piano per l’Europa e che si aspetta che dal Summit di fine giugno emerga una roadmap che identifichi obiettivi e strumenti. E’ possibile quindi che in questa fase di delicati negoziati la BCE voglia mantenere lo status quo, ma Draghi nella conferenza stampa ha offerto indizi di possibili interventi BCE su più fronti: un taglio dei tassi sotto l’1,0%, ulteriori misure sulla liquidità oltre l’anno e il ricorso all’SMP.

Un taglio dei tassi in estate non può escludersi. La BCE ha lasciato invariati i tassi ufficiali all’1,0%, ma Draghi ha indicato nella conferenza stampa che già a giugno alcuni membri del Consiglio sarebbero stati a favore di un taglio, ma che non c’è stato un “consenso molto ampio” sulla decisione. Non è escluso quindi che la BCE possa portare il refi a 0,75% in estate e tagliare dello stesso ammontare il tasso sui depositi portandolo a zero. La BCE, del resto, ha confermato che i rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo sono bilanciati, mentre ha preso atto degli “accresciuti” rischi verso il basso per lo scenario macro. Draghi ha inoltre specificato che la stabilità delle previsioni di crescita 2012 (al -0,1%) e la sola marginale revisione al ribasso alle stime 2013 (1,0% da un precedente 1,1%), sono spiegate dal fatto che l’esercizio di previsione è stato chiuso prima della pubblicazione delle indagini congiunturali e PMI, che hanno chiaramente indicato che la zona euro potrebbe essere tornata in recessione nei mesi primaverili. Le previsioni, inoltre, assumono che le tensioni finanziarie rientrino e che l’export riacceleri in corso d’anno, sostenuto da una discreta tenuta del commercio mondiale. Consumi e investimenti sono visti in calo sia per quest’anno sia per il prossimo. Le stime d’inflazione sono circa stabili sia per il 2012 sia per il 2013.

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Piena allocazione estesa almeno fino al gennaio 2013. Come scontato, la piena allocazione è stata estesa sulle operazioni ordinarie e a più lungo termine fino al dodicesimo periodo di mantenimento di riserva 2012 e cioè fino al 15 gennaio 2013. Inoltre, la BCE ha fissato altre sei operazioni di rifinanziamento a tre mesi: il 25 luglio, il 29 agosto, il 26 settembre, il 31 ottobre, il 28 novembre e il 19 dicembre 2012. Draghi ha ribadito che la BCE rimane prestatore di ultima istanza per le banche solventi. Riteniamo che la BCE continuerà a garantire liquidità illimitata anche oltre gennaio se le tensioni di mercato interbancario e monetario non dovessero rientrare. Draghi ha ripetuto che il mercato interbancario rimane disfunzionale.

La porta rimane aperta sulle misure non convenzionali di liquidità oltre l’anno e l’SMP…
Operazioni di rifinanziamento oltre l’anno non sono in calendario, dal momento che la BCE ritiene che sia necessario ancora del tempo per valutare gli effetti delle aste di dicembre e febbraio. Draghi ha però lasciato intendere che la BCE non ha chiuso la porta a ulteriori interventi nel caso in cui gli eventi dovessero degenerare, dal momento che ha indicato che le misure non convenzionali, per quanto temporanee e non infinite, sono ancora in essere e questo rimane valido non solo per le operazioni di rifinanziamento a lungo termine ma anche per l’SMP. Ciò detto la BCE non ha un “silver bullet” e la soluzione della crisi rimane responsabilità dei Governi.

… mentre la BCE contribuisce alla definizione di una nuova visione per l’Europa Draghi ha confermato che intanto si lavora al progetto di ridefinizione dell’impianto dell’Unione Monetaria e che la BCE è coinvolta. Draghi si aspetta che dal Summit di fine giugno emerga una roadmap che fissi i nuovi obiettivi e gli strumenti necessari per raggiungerli, ma non ritiene che vi sia una scadenza temporale perché il progetto prenda vita. Oltretutto, l’implementazione degli obiettivi e il percorso da fare richiederanno tempi lunghi, in particolare per quel che concerne la “mutualization”; dovrebbe invece essere implementabile in tempi più rapidi la costituzione di un’Autorità di vigilanza bancaria europea. I mercati potrebbero reagire positivamente se dal Summit di fine giugno dovesse emergere quanto meno un impegno politico per l’istituzione di un’Autorità di vigilanza europea e di una cessione parziale della sovranità nazionale nella gestione delle politiche fiscali. Rimane comunque il nodo delle esigenze di ricapitalizzazione delle banche spagnole e di come queste verranno coperte. Draghi non si è detto contrario all’ipotesi che il Meccanismo Europeo di Stabilità possa ricapitalizzare direttamente le banche, senza passare per una richiesta formale dei Governi, ma ha specificato che sarebbe necessaria una modifica del Trattato, già in corso di ratifica.


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