La manovra annunciata è di grande respiro. In primo luogo, il taglio dei tassi d’interesse. Il tasso di riferimento per le operazioni di rifinanziamento principale viene fissato a 0,05%, il tasso di rifinanziamento sulle operazioni di rifinanziamento marginali allo 0,30% ed il tasso sui depositi a -0,20….
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Il Presidente della Banca Centrale ha inoltre annunciato nuove misure di stimolo all’economia, non deludendo chi si aspettava l’inizio di un programma di riacquisto:
a partire da ottobre avrà inizio un nuovo piano di riacquisto di titoli ABS (“solo titoli semplici e trasparenti”) e covered bonds i cui dettagli saranno annunciati dopo la riunione del Direttivo della BCE di ottobre. Nel complesso un piano di acquisto di circa € 250 / 300 miliardi di euro. Con questo piano, l’intenzione è quello di aprire un canale di finanziamento diretto alle famiglie ed alle imprese.
Tutto questo si somma alla già annunciata operazione di finanziamento a lungo termine, che mira a portare alle imprese una dote di 400 miliardi di euro.
Una risposta forte, quindi, alla ormai evidente spinta deflazionistica presente nell’eurozona.
La decisone è stata sofferta e non è stata presa all’unanimità. Il presidente della Bundesbank ha votato contro il taglio dei tassi e contro il programma di acquisto degli ABS. La notizia, a livello della BCE, fa un certo effetto anche se non giunge così a sorpresa visti i recenti colloqui telefonici tra il Presidente della BCE e la Cancelliera tedesca.
Resta non definito l’eventuale intervento sui titoli di stato dei paesi dell’area euro.
A sostegno delle decisioni prese dalla Banca Centrale le prospettive su un’inflazione che rimarrà bassa per un periodo prolungato di tempo (le cui stime si attestano allo 0,6% per il 2014), le previsioni sulla crescita del PIL tagliate per il 2014 ed il 2015 rispettivamente a +0,9% (da +1%) e +1,6% (da +1,7%), e i rischi geopolitici che potrebbero avere ulteriori impatti negativi sull’economia e sulla fiducia di consumatori ed imprese.
A questo punto, almeno dalla visuale della BCE, il cavallo ha tutto il necesario per ricominciare a bere.
Di sicuro l’effetto sui mercati è positivo.
In Italia il tasso del BTP decennale, che subito prima dell’annuncio della BCE era di poco superiore al 2.40%, è sceso fino a quota 2,31% per attestarsi in chiusura a 2,347%.
Lo spread col decennale tedesco, che ha aperto giovedì mattina a 152bps, a seguito dell’annuncio è sceso sotto ai 140 bps attestandosi a fine giornata di giovedì a 139 bps.
In territorio negativo lo spread col decennale americano che quota adesso circa 10 bps più ampio del decennale italiano.
Sorvegliato speciale è il tasso eurobor. Se con la precedente manovra la BCE ha portato il tasso eonia in territorio negativo è da studiare come reagirà l’euribor. Per il momento il tasso euribor a 3 mesi fissa poco al di sopra di 10 bps
La Borsa italiana è maglia rosa in Europa facendo segnare un +2.82% nella giornata di giovedì e chiudendo la settimana con un +5.30%.
Positivi tutti i principali listini che, a seguito dell’annuncio di Draghi, sembrano aver dimenticato le preoccupazioni legate alle tensioni geo-politiche che nelle ultime settimane avevano creato un po’ di incertezza: Dow Jones +0,30%, FTSE +1,05%, Dax +2,82%, Cac +2,90%, Ibex +3,60%.
Immediato anche l’effetto sul cambio Euro/USD: la moneta unica, che aveva aperto la giornata di giovedì a quota 1.3150, scende sotto quota 1.30 per chiudere giovedì sera a 1.2940.
Sul mercato primario del debito da segnalare l’emissione di Unicredit che si riaffaccia sul mercato dopo le vacanze estive con un’emissione da €1 miliardo di un subordinato perpetual additional Tier 1. Il titolo, che ha raccolto ordini per circa € 2 miliardi, è stato prezzato con una cedola del 6.75% pagabile semestralmente, pari ad un rendimento annuo del 6.864%.
Da segnalare inoltre l’incremento di €500 milioni dell’emissione Fiat S.p.A. 4.75% scadenza 2022 ( B2/BB-/BB-). L’emissione ha raccolto ordini per oltre €1 miliardo ed è stata prezzata ad un rendimento del 4.25%, pari ad uno spread di 338.3 bps su mid swap.
Fonte: BondWorld.it
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