Da seguire:
Italia. In calendario l’annunciata operazione di concambio su titoli di Stato: il Tesoro offrirà l’attuale titolo di riferimento a 5 anni (dicembre 2018, che non sarà poi emesso nell’asta di fine novembre) ritirando una serie di titoli di Stato in circolazione, BTP e CCTeu, in scadenza nel 2015 (più un CCTeu ottobre 2017)…..
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Il concambio non ha ammontare predefinito ma potrebbe essere di un importo in linea con le usuali tranche offerte sul 5 anni (ossia circa 3 miliardi di euro). La scelta di ritirare titoli che scadono nel 2015 deriva dal fatto che quello sarà un anno pesante dal punto di vista di rimborsi, che tra BTP, CCT e CTZ dovrebbero ammontare a quasi 200 miliardi di euro.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona, la tornata di indagini di fiducia di novembre dovrebbe segnalare un modesto recupero dopo la flessione del mese precedente e confermare il quadro di ripresa molto graduale dell’industria e dell’economia area euro. Gli indici PMI di novembre (composito, manifatturiero e servizi) per l’Eurozona sono attesi in marginale recupero, così come la fiducia dei consumatori dell’area auro. In Germania, invece, ci aspettiamo che il miglioramento di ZEW (54,0 da 52,8) e IFO (107,8 da 107,4), entrambi ben al di sopra della media di lungo periodo, confermino l’accelerazione in corso dell’economia tedesca. Infine, l’indice ciclico belga BNB dovrebbe rimbalzare a novembre (-6,5) dopo il calo di ottobre. La stima dettagliata del PIL tedesco dovrebbe confermare la lettura preliminare.
In settimana l’evento principale negli Stati Uniti sarà la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di ottobre. I verbali non dovrebbero fornire molte informazioni per le decisioni di dicembre, visto che la riunione di ottobre si è svolta con pochi nuovi dati a disposizione. In termini di dati, il Philly Fed di novembre dovrebbe continuare a segnalare espansione del settore manifatturiero; il CPI e il PPI di ottobre dovrebbero confermare trend estremamente moderati; le vendite al dettaglio di ottobre dovrebbero subire in parte effetti negativi della chiusura del governo. Le vendite di case esistenti a settembre sono attese in ampio calo, dopo i forti aumenti dei mesi precedenti, e dovrebbero riportarsi su livelli coerenti con il sentiero della prima metà dell’anno.
Venerdì sui mercati
Seduta contrastata per i mercati azionari europei, con il tono di fondo che si è mantenuto comunque positivo (il Dax ha toccato un nuovo massimo storico a 9168; nuova flessione invece per il FTSEMIB); a fronte di un andamento negativo per bancari, utility, costruzioni e retail, si sono avuti acquisti su media, tecnologici e farmaceutici mentre accanto ai Finanziari. In positivo i listini statunitensi, grazie alle rassicurazioni fornite dalla Yellen circa il mantenimento dell’attuale politica monetaria di stimolo all’economia. Giornata complessivamente negativa per i BTP e in generale i governativi europei. Le raccomandazioni della Commissione hanno pesato sui periferici e in particolare sulla carta italiana. Sul mercato dei cambi, lo yen è rimasto ai minimi da due mesi nei confronti del dollaro, scambiando poco sotto 100 stamane. Cambio euro/dollaro sostanzialmente stabile attorno a 1,35. Movimenti minimi sulle commodity: il brent si è mantenuto in area 108, registrando il maggior guadagno settimanale da luglio sostenuto tra l’altro anche dai disordini in Libia, che hanno cominciato a intaccare le forniture energetiche nel Paese.
Area euro
La Commissione Europea ha pubblicato oggi le sue opinioni sulle proposte di budget per il 2014 trasmesse il 15 ottobre dai Governi degli Stati membri. La maggiore sorpresa è costituita dalla parziale bocciatura della Legge di Stabilità italiana. La Commissione Europea, infatti, invita l’Italia ad implementare una correzione di almeno lo 0,5% del PIL anche il prossimo anno. Inoltre, la Commissione suggerisce all’Italia ad accelerare l’implementazione delle raccomandazioni fiscali strutturali. Il giudizio critico della Commissione Europea non implica un obbligo per il Governo italiano di procedere a una revisione della Legge di Stabilità, sarebbe comunque avventato ignorare del tutto gli avvisi.
Per quanto riguarda la Francia, la Commissione Europea ha avallato il progetto di legge finanziaria per il 2014 precisando però che gli spazi di manovra per il suo raggiungimento sono limitatissimi. Parigi evita così la terza brutta notizia dopo il downgrade del suo rating sovrano da parte di S&P e un PIL che torna a contrarsi nel terzo trimestre.
Per quanto riguarda la Spagna, la Commissione ha dichiarato che, sebbene nel 2013 le azioni intraprese per fronteggiare il deficit eccessivo siano state adeguate, le incertezze riguardo al risultato finale rimangono alte. Per il 2014, il piano di riduzione del deficit potrebbe risultare insufficiente, date le ottimistiche previsioni di crescita incorporate nelle previsioni di giugno, ma comunque la correzione ulteriore di 1,75% del PIL dovrebbe garantire il raggiungimento dell’obiettivo fissato. Per quanto riguarda il biennio 2015-2016 la Spagna non ha ancora provveduto a impostare le misure necessarie per rientrare dalla procedure di deficit eccessivo.
La seconda stima di Eurostat conferma l’inflazione area euro in calo a 0,7% a ottobre da un precedente 1,1%, ai minimi da novembre 2009. La sorpresa è in larga misura spiegati da cali più marcati del previsto di energia ed alimentari freschi ma anche l’inflazione core, al netto di energia alimentari e tabacchi ha frenato più di quanto non suggeriva l’usuale dinamica stagionale a 0,8% da un precedente 1,0% un minimo da febbraio 2010. Ottobre dovrebbe rappresentare un minimo per l’inflazione headline. Non escludiamo che la dinamica core possa frenare fino a 0,6% per metà 2014. In media il prossimo anno vediamo l’inflazione all1,2% dall1,4% stimato per il 2013.
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a novembre cala a sorpresa a -2,2 da +1,5 di ottobre. A novembre l’indagine è omogeneamente negativa, con segni meno diffusi a tutte le voci: nuovi ordini a -5,5, consegne a -0,5, ordini inevasi a -17,1, occupati a 0 e settimana lavorativa a -5,3. E’ però tranquillizzante il fatto che le aspettative a 6 mesi restano sostenute, con l’indice generale a 37,5, ordini, consegne, occupati in aumento. L’indagine sembra indicare che la battuta d’arresto di novembre è percepita dalle imprese come transitoria, in attesa di un miglioramento relativamente invariato rispetto a quanto previsto nei mesi precedenti. Nonostante la delusione per il livello delle componenti dell’indagine corrente a novembre, il mantenimento di livelli elevati per le componenti aspettative induce a leggere con cautela il dato negativo di novembre e ad ascrivere almeno una parte della correzione alle conseguenze della crisi fiscale di ottobre.
I prezzi all’import a ottobre calano di – 0,7 % m/m (consenso: -0,5% m/m) , segnando la prima contrazione dopo tre mesi di modesti aumenti. Al netto del petrolio i prezzi aumentano di 0,1% m/m: il petrolio segna un calo di -3,6% m/m. In generale anche i prezzi dei beni importati al netto del petrolio restano su un sentiero di aumenti molto deboli, con i beni di consumo in crescita di +0,1% m/m e quelli di beni capitali invariati.
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