Il Punto: BCE: una lunga attesa dopo le misure di giugno

BCE: una lunga attesa dopo le misure di giugno.  L’annuncio di un programma di acquisto di ABS di qui a fine anno è assai probabile. Mentre un vero e proprio QE è ora meno probabile dal momento che la BCE si è detta fiduciosa sull’impatto delle TLTROs sull’inflazione….


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La riunione della BCE si è conclusa con tassi fermi ma con la novità della pubblicazione delle minute (in forma ancora da definire) a partire da gennaio 2015 e contestualmente l’annuncio che le riunioni si terranno ogni sei settimane e non più ogni quattro. La retorica è stata ancora assai accomodante, come largamente atteso. La BCE si è detta, ancora una volta, pronta ad usare nuove misure non convenzionali, quali un programma diffuso di stimolo quantitativo, nel caso di significative revisioni allo scenario di inflazione di medio periodo.

Draghi ha però specificato che il Consiglio vuole innanzitutto verificare l’effetto delle misure annunciate a giugno e in particolare delle TLTROs, che stando ai modelli strutturali della BCE, dovrebbero contribuire in modo significativo al ritorno dell’inflazione verso il 2% per fine 2016. Di conseguenza pensiamo che la probabilità di un programma diffuso di acquisto titoli per fine anno sia bassa, non superiore al 30%, mentre è ancora possibile che venga annunciato un programma di acquisto di ABS.

La BCE ha inoltre pubblicato le modalità operative delle TLTROs e i templati per riportare i dati sulla dinamica del credito in modo da verificare che le banche rispettino i criteri per accedere ai fondi a prezzi ultra scontati. L’obbligo di restituzione dei fondi per le banche in caso di mancato rispetto del benchmark dovrebbe garantire che la liquidità sia effettivamente usata per aumentare e/o non ridurre gli impieghi rispetto alla tendenza nei dodici mesi fino aprile 2014. Tuttavia è difficile valutare l’impatto sul credito. 

I benchmark non sono fissati in modo particolarmente stringente e consentono alle banche in fase di deleveraging di portare avanti il processo di risanamento degli attivi fino ad aprile 2015. Ci sembra che le TLTROs dovrebbero garantire che il processo di risanamento dei bilanci bancari non determini un’ulteriore stretta sul credito nei prossimi 12 mesi e che dal 2016 in poi potrebbero contribuire a stimolare i prestiti.

La BCE non ha voluto introdurre limiti sulla crescita dei nuovi prestiti al settore privato non finanziario e in particolare sulle percentuali di nuovi prestiti da erogare a piccole e medie imprese, piuttosto che a imprese di grandi dimensioni, che già godono di condizioni assai agevolate presso le banche. Tuttavia, dato il costo di finanziamento irrisorio per le  large corporates sul mercato dei capitali nel periodo più recente, è probabile che i nuovi prestiti saranno erogati in parte anche alle piccole imprese.

Inoltre non è chiaro se la BCE verificherà in modo stringente che il risparmio di costo di raccolta per le banche sarà effettivamente traslato al costo dei prestiti. In maggior dettaglio le modalità operative stabiliscono che:

1) per le prime due operazioni del 18 settembre 2014 e dell’11 dicembre 2014 l’ammontare complessivo preso a prestito da  una controparte nelle due operazioni non può eccedere il 7% della media a 12 mesi del totale prestiti al settore privato non finanziario (al netto di mutui e cartolarizzazioni) in circolazione al 30 aprile 2014. Sostanzialmente per le due prime operazioni la BCE non ha imposto un benchmark per accedere ai fondi;

2) La definizione e il rispetto del benchmark vale per le 6 operazioni che si terranno con cadenza trimestrale tra marzo 2015 e giugno 2016. Il benchmark è fissato a zero per le banche che al 30 aprile 2014 riportavano una tendenza della media mobile degli impieghi positiva. Ciò significa che per questo gruppo di banche sarà sufficiente mantenere invariato lo stock di prestiti sui livelli del 30 aprile 2014. Le banche dovrebbero, quindi, almeno rinnovare tutti i prestiti in scadenza o dovranno accordare nuovi prestiti per lo stesso ammontare. Per quelle banche che riportavano, al 30 aprile 2014, un calo degli impieghi su base annua il benchmark viene fissato in modo che la dinamica degli impieghi fino ad aprile 2015 evolva ancora in base alla tendenza osservata fino ad aprile 2014. Sostanzialmente per quelle banche che hanno necessità di continuare a risanare i bilanci e ridurre gli attivi, la BCE concede un aggiustamento graduale. Da aprile 2015 in poi il benchmark è zero per tutte le banche;

3) Le banche potranno partecipare individualmente o in gruppo, in modo da massimizzare l’impatto. I gruppi andranno formati entro la fine di luglio e la comunicazione deve essere trasmessa alle banche centrali nazionali (NCBs) entro l’8 agosto;

4) Le banche che non avranno rispettato i loro parametri di riferimento al 30 aprile 2016 saranno tenute a rimborsare i loro prestiti a pieno nel mese di settembre 2016.


Comunicazioni importanti

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