La riunione BCE si è conclusa senza sorprese. Il riferimento a primi timidi segnali di stabilizzazione ciclica (anche se su livelli modesti) riduce, al margine, la probabilità di un taglio dei tassi a febbraio……
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La novità sulle misure non convenzionali è che all’asta di febbraio entreranno in vigore le nuove
regole sulle garanzie stanziabili. Ulteriori annunci difficilmente si avranno prima di marzo. Draghi ha specificato che la BCE rimarrà attiva sul SMP per garantire la trasmissione della i politica monetaria, senza però cambiare la strategia d’intervento, a meno di eventi che possano compromettere la stabilità dell’Unione Monetaria.
– La riunione della BCE si è conclusa, come largamente atteso, con tassi invariati all’1,0%. Durante la conferenza stampa, Draghi ha specificato che le decisioni della BCE sono state prese all’unanimità. La valutazione dei rischi per lo scenario macro è invariata rispetto al comunicato di dicembre. La BCE riconosce ancora “sostanziali rischi verso il basso” in un contesto di elevata incertezza. Tuttavia, la BCE nota che a dicembre le indagini congiunturali hanno segnalato timidi segni di stabilizzazione dell’attività economica anche se su livelli modesti. Draghi ha specificato che le informazioni sono ancora troppo preliminari per trarre conclusioni e che la BCE “continuerà ad analizzare in dettaglio” i dati ed i rischi per lo scenario macroeconomico.
Sostanzialmente, ancora una volta la BCE ha voluto lasciare aperte tutte le possibilità. E’ difficile dire se l’espressione “analisi attenta” abbia la stessa valenza dello “stretto monitoraggio” usato da Trichet per segnalare una pausa alla riunione successiva, dal momento che non è ancora chiaro se Draghi intende adottare una segnaletica verbale sui tassi di policy, come il suo predecessore. Draghi, nella conferenza stampa, ha indicato espressamente che la politica monetaria è accomodante e rimarrà accomodante, il ché ci induce a ritenere che, se anche la BCE non dovesse spingersi sotto l’1,0%, i tassi rimarranno fermi sui livelli attuali per un periodo esteso di tempo. La valutazione della posizione ciclica dell’economia europea è piuttosto delicata, dal momento che ci troviamo dinanzi ad una crisi senza precedenti. In assenza di ulteriori sviluppi negativi della crisi sul debito, l’area euro al meglio stagnerà quest’anno in parte per la stretta di politica fiscale che stimiamo peserà sulla crescita 2012 per uno 0,7% di PIL.
– Circa le misure non convenzionali a sostegno del sistema bancario, la novità è che all’asta di febbraio entreranno in vigore le nuove regole sul collateral. Continuiamo a ritenere che non vi saranno ulteriori novità sulle misure non convenzionali prima dell’esito dell’asta di febbraio.
Draghi, nella conferenza stampa, ha sottolineato l’impatto positivo dell’asta triennale sui tassi di mercato monetario e sul tratto a breve delle curve governative. Il Presidente della BCE ha specificato che la misura è stata adottata per sostenere il sistema bancario e per alleviare le difficoltà di raccolta delle banche (nei primi tre mesi di quest’anno sono in scadenza titoli bancari per oltre 200 mld di euro). Draghi ha confermato che l’aumento dei fondi stanziati sulla deposit facility non implica che la liquidità immessa con l’asta a 36 mesi non circola nel sistema, dal momento che le banche che parcheggiano i fondi overnight non sono le stesse che prendono a prestito. La misura dovrebbe aver sensibilmente ridotto il rischio di una contrazione degli impieghi più generalizzata a livello europeo. L’asta ha assicurato una copertura illimitata per le banche sul medio periodo e quindi dovrebbe continuare ad avere un impatto positivo sui tassi di mercato. Riguardo all’impatto sui rendimenti governativi, Draghi ha sottolineato l’importanza delle misure adattate dai Governi dei Paesi periferici e dai Leaders europei negli ultimi quattro mesi ed ha aggiunto che la BCE non è in grado di valutare quanto del calo dei rendimenti governativi sia imputabile al fatto che le banche abbiano sfruttato l’opportunità di carry o al cosiddetto “Sarkò trade”, creatasi con l’asta a 36 mesi, dal momento che molte delle istituzioni finanziare, che non sono ammesse alle aste BCE, possono partecipare alle aste governative.
– Come atteso dalla conferenza stampa è merso che a BCE rimarrà attiva sul SMP senza modificare la strategia d’azione. Draghi ha specificato che il successo dell’asta a 36 mesi non riduce, per ora, la necessità di intervenire con il SMP per garantire la trasmissione della politica monetaria. Il Presidente della BCE ha auspicato un’accelerazione della firma del nuovo “accordo fiscale” per fine gennaio anziché per marzo, dal momento che un tale passo insieme allo sforzo di consolidamento fiscale dei Governi contribuirebbe a ristabilire ulteriormente la fiducia degli investitori.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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I market mover della settimana
Nell’area euro, sono attesi i dati sulla produzione industriale in Italia, Francia e nell’intera Eurozona (che dovrebbero mostrare un rallentamento nel mese di marzo). Ma soprattutto alla fine della settimana è in calendario la lettura preliminare dei dati di contabilità nazionale del 1° trimestre: quasi ovunque si vedrà un rafforzamento del ciclo, particolarmente evidente in Germania e Francia, mentre la crescita del PIL dovrebbe attestarsi solo poco sopra lo zero in Italia e Spagna; ancora attanagliati dalla crisi resteranno i paesi minori della periferia.
La settimana è densa di market mover negli Stati Uniti. I dati sui prezzi di aprile confermeranno le forti pressioni verso l’alto sugli indici headline di CPI, PPI e prezzi all’import dovuti ai rincari delle materie prime. Le vendite al dettaglio sempre di aprile saranno in parte gonfiate da effetti prezzo. La fiducia delle famiglie dovrebbe riprendersi lievemente per il secondo mese consecutivo a maggio, dopo che a marzo era stato toccato un minimo da novembre del 2009.
Infine, la bilancia commerciale di aprile dovrebbe registrare un altro allargamento del deficit.
Martedì 10 maggio
Area euro
Francia. La produzione industriale è vista in rallentamento a 0,3% m/m a marzo (dopo lo 0,4% m/m di febbraio). L’output risulterebbe così in crescita di un robusto 2,1% t/t (dall’1% t/t di 3 mesi prima) e di 4,6% a/a (in lieve rallentamento da 5,6% a/a di febbraio). Le indagini congiunturali segnalano un prosieguo del trend di ripresa nei prossimi mesi.
Italia. La produzione industriale è vista ancora in aumento a marzo, stimiamo di almeno 0,7% m/m (la metà del ritmo di crescita visto a febbraio). Su base annua l’output (dopo il 2,3% a/a registrato a febbraio) rallenterebbe a 1,6% per effetto del minor numero di giorni lavorativi,ma, se corretto per quest’effetto, accelererebbe a 3,9% (massimo nell’anno). Sul trimestre pesa ancora la brusca contrazione di gennaio, che fa sì che per la media dei primi tre mesi dell’anno la produzione risulti in pratica stagnante; tuttavia, è in vista un forte recupero nel trimestre in corso.
Stati Uniti
I prezzi all’import ad aprile sono visti ancora in crescita ma in rallentamento rispetto a marzo, a +1,5% m/m da +2,7% m/m precedente. Ancora una volta l’aumento del prezzo del petrolio importato (stimiamo di +4,2% m/m) spiegherà gran parte dei prezzi all’import, che al netto di tale fattore crescerebbero della metà (0,7% m/m). Su base annua i prezzi all’import accelererebbero a 10,1% da 9,7% a/a. I prezzi all’export sono visti in rallentamento a 0,5% m/m (da 1,5% m/m precedente) e a 8,9% a/a (da 9,5% a/a di marzo).
Mercoledì 11 maggio
Stati Uniti
Il deficit della bilancia commerciale a marzo dovrebbe allargarsi a 47 miliardi di dollari, da 45,8 miliardi di febbraio, per via principalmente di un aumento dei prezzi all’import (+2,7% m/m) connesso ai rincari energetici (petrolio importato +10,5% m/m), a fronte di rialzi più moderati
dei prezzi alle esportazioni (+1,5% m/m).
Giovedì 12 maggio
Area euro
Francia. Ad aprile, i prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,2% m/m (con qualche rischio verso l’alto), dopo lo 0,8% m/m di marzo (0,9% m/m armonizzato). L’inflazione dovrebbe rimanere al 2% a/a sulla misura nazionale, mentre potrebbe scendere di un decimo al 2,1% a/a sull’armonizzato. L’aumento dei prezzi sarebbe trainato ancora dai rincari di energia ed alimentari, mentre il CPI core potrebbe aumentare di appena un decimo nel mese e rimanere su livelli del tutto contenuti (appena sopra l’1%) su base annua.
La produzione industriale roduzione nell’area euro potrebbe essere aumentata di 0,2% m/m a marzo dopo lo 0,5% m/m di febbraio. Sarebbe il sesto mese consecutivo di aumento. L’output
manterrebbe un buon ritmo di crescita nel trimestre, sia pur rallentando a 1,2% t/t da 1,9% t/t di fine 2010. Sull’anno la produzione rallenterebbe a 6% dopo il 7,5% del mese precedente. Le indagini congiunturali segnalano il mantenimento di una buona impostazione dell’output anche per i prossimi mesi.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio di aprile sono previste in aumento di 0,5% m/m, dopo lo 0,4% m/m di marzo. Sarebbe il decimo mese consecutivo di aumento. Al netto delle auto, le vendite potrebbero salire di 0,7% m/m dopo lo 0,8% m/m di marzo. I dati delle vendite settimanali sono misti, con indicazioni positive da Redbook (+1,3% m/m) e negative da ICSC (-0,8% m/m). In ogni caso, l’incremento delle vendite previsto per aprile sarà almeno in parte gonfiato dall’effetto-prezzo.
Il PPI ad aprile è visto in crescita di 0,8% m/m, dopo lo 0,7% m/m di marzo. Il PPI core dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, come a marzo. L’energia continuerà a spiegare gran parte dei rincari, con un 2% atteso dopo il 2,6% di marzo. Il prezzo dei beni intermedi potrebbe continuare in un trend di rallentamento, a 1% m/m dopo l’1,5% m/m di marzo. Il prezzo delle materie prime è visto tornare a salire dopo il calo (-0,5% m/m) registrato a marzo.
Venerdì 13 maggio
Area euro
Le stime preliminari sulla crescita del PIL nel 1° trimestre 2011 dovrebbero mostrare quasi ovunque un rafforzamento del ciclo rispetto a fine 2010. La crescita più brillante dovrebbe essere messa a segno dalla Germania (nostra stima: +1% t/t; +4,4% a/a), spinta non solo dal recupero delle costruzioni dopo il crollo di fine 2010 legato alle condizioni meteo, ma anche da un “genuino” recupero per gli investimenti in macchinari e da un export sempre vivace. Anche la Francia dovrebbe esibire un ottimo ritmo di sviluppo (stimiamo un +0,8% t/t; +2% a/a), grazie a un’accelerazione degli investimenti delle imprese e a un’inversione dell’eccezionale impatto negativo delle scorte visto il trimestre precedente (e nonostante un probabile rallentamento dei consumi delle famiglie). Meno brillante il PIL in Italia e Spagna (stimiamo uno 0,2% t/t per entrambe, con qualche rischio al ribasso specie nel caso iberico).
Quasi pleonastico ricordare i rischi verso il basso sui paesi attanagliati da crisi strutturali (Grecia, Portogallo, Irlanda). In ogni caso, trainato dai paesi maggiori, il PIL area euro potrebbe salire di 0,7% t/t (dopo lo 0,3% t/t dei due trimestri precedenti), per un’accelerazione su base annua a 2,3% dal 2% di fine 2010.
Stati Uniti
Il CPI a marzo è atteso in aumento di 0,6% m/m, dopo lo 0,5% m/m di febbraio. Il CPI core dovrebbe registrare un incremento di appena un decimo come il mese precedente. L’inflazione annua salirebbe a 3,1% headline (da 2,7% di febbraio) e a 1,3% ex food and energy (da 1,2% precedente). Nel mese, l’energia dovrebbe vedere un’accelerazione a 4,6% m/m, spinta dal +7,6% m/m della benzina. I prezzi potrebbero scendere per il terzo mese consecutivo nell’abbigliamento; l’istruzione è vista mantenere una dinamica sostenuta (+0,4% m/m); gli affitti figurativi manterranno il ritmo di un decimo visto nei sei mesi precedenti.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (preliminare) dovrebbe mostrare una (modesta) ripresa per il secondo mese consecutivo, a 70,2 da 69,8 di aprile (dopo il crollo di marzo a 67,5). Saranno molto importanti i dati sulle aspettative di inflazione, che hanno assunto crescente importanza nella retorica della Fed: ad aprile le aspettative a 1 anno erano rimaste al 4,6% (massimo da agosto 2008), quelle a 5 anni erano scese a 2,9% (da 3,2% di marzo che rappresentava un massimo anch’esso dall’agosto del 2008).
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