Fallito il vertice fra la Grecia e i suoi creditori, che hanno presentato una proposta quasi ultimativa mercoledì, respinta da Atene. Ora si attende la controproposta del Governo greco, il cui spazio di manovra si fa sempre più esiguo. Sale la tensione all’interno di Syriza, così come il rischio di collasso finanziario…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
La BCE prospetta che gli acquisti di titoli di Stato siano modulati in base alle necessità: un’opzione che potrebbe tornare utile in caso di collasso della Grecia. D’altro canto, però, Draghi avvisa che la BCE non intende reagire alla volatilità del mercato.
Il negoziato sulla Grecia è arrivato alla stretta finale, che però al momento assomiglia più al serrarsi di un nodo scorsoio che a una stretta di mano. I creditori hanno presentato una loro proposta durante un vertice fra il Presidente della Commissione Europea, il Presidente dell’Eurogruppo e il Primo ministro greco. I termini del documento, circolati negli ultimi giorni sulla rete, sono apparsi più severi di quelli proposti al governo Samaras nel 2014: per quanto gli obiettivi fiscali siano stati allentati, il disfacimento dell’economia greca seguito alla crisi politica e all’insediamento di Syriza ha peggiorato la situazione inerziale del bilancio, cosicché (secondo i calcoli dei creditori) un target di 1,0% per il saldo primario implica l’implementazione di misure correttive per ben 1,7% del PIL nel secondo semestre 2015. I greci avevano proposto lo 0,6% nel 2015, che comunque implicherebbe l’adozione di misure correttive per 1,3 punti di PIL. Per quanto il peggioramento dei conti sia il prodotto delle politiche sbagliate degli ultimi mesi, obiettivi fiscali troppo severi rischiano di peggiorare le prospettive. Sul fronte delle misure, Atene aveva proposto interventi correttivi per 1,7 miliardi, la gran parte riferibili a un’imposta straordinaria sui profitti 2014, più quanto deriverà dalla riforma delle imposte indirette. Su questo fronte, la distanza non è affatto incolmabile. In cambio delle misure, i creditori hanno offerto di usare anche una parte dei fondi per la ricapitalizzazione delle banche a copertura delle scadenze debitorie dei prossimi mesi, operazione che consentirebbe di avere più tempo per trovare una soluzione strutturale. Invece, non ci sono ancora aperture nei confronti dei piani di ristrutturazione del debito che la Grecia continua a proporre. Né sono state garantite le ‘linee rosse’ dei greci su pensioni e contrattazione salariale.
Ovviamente, la proposta dei creditori è stata respinta dal Governo di Atene, che questa sera informerà il Parlamento. I creditori si attendono ora una controproposta più vicina alla propria, ma questa potrebbe arrivare soltanto la prossima settimana. L’allungamento dei tempi si è riflesso nella decisione di accorpare i 4 pagamenti al FMI previsti questo mese in un’unica scadenza di 1,6 miliardi, il 30 giugno. Tale scelta non è priva di rischi, perché potrebbe far crescere il livello di preoccupazione fra i greci e accelerare il deflusso di depositi dal sistema bancario. La mancanza di risultati concreti indebolisce la posizione di Tsipras all’interno di Syriza, dove la minoranza interna rumoreggia, e può erodere il consenso popolare di cui il Governo ancora gode. In Parlamento, un qualsiasi accordo probabilmente otterrebbe i voti delle minoranze pro-Europa; tuttavia, la débacle negoziale potrebbe infondere nuova linfa alla minoranza favorevole alla rottura dei negoziati, spingendo il partito a decisioni disastrose per il Paese. Alcuni esponenti, fra i quali un ministro, hanno prospettato l’ipotesi di nuove elezioni – che però non potrebbero portare alcun contributo alla soluzione della crisi.
La riunione del consiglio direttivo BCE è stata di nuovo un non-evento, come era presumibile che fosse in questa fase. Due soli gli spunti di interesse. Primo, Draghi ha aperto ad un aumento del target di acquisti mensili in caso di necessità, ovvero in caso di un’evoluzione avversa dei negoziati con la Grecia; ciò offre una speranza che la Banca centrale reagisca aggressivamente ad eventuali sintomi di contagio. Secondo, la BCE non intende reagire alla volatilità nei mercati finanziari e gli operatori devono essere preparati a questo stato di cose.
Draghi ha specificato che non ritiene che i tassi a zero e le misure di politica monetaria non convenzionali aumentino il rischio sistemico; in ogni caso, tale tipo di rischio dovrà essere gestito tramite misure macro-prudenziali.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it





