FOMC in attesa. Rallentamento in gran parte transitorio, ma la svolta dipenderà dai dati. “Molti” partecipanti pensano che sia “improbabile che i dati disponibili a giugno offrano sufficiente conferma che le condizioni per alzare l’intervallo obiettivo dei fed funds siano soddisfatte”, anche se non lo escludono. Giugno appare prematuro per la svolta, ma il FOMC non telegraferà i rialzi in anticipo. …
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I verbali della riunione del FOMC di fine aprile non modificano la valutazione dello scenario economico visto con il comunicato, ma danno nuove indicazioni sul dibattito riguardo ai tempi della svolta sui tassi. Nel FOMC c’è un consenso diffuso sul fatto che il rallentamento di inizio anno sia in gran parte transitorio, e che sarà seguito da un ritorno a un ritmo di crescita moderato. La questione è quando ci saranno dati tali da soddisfare le condizioni ritenute necessarie e sufficienti per la svolta.
Le vere informazioni dei verbali riguardano la tempistica del primo rialzo. I dati saranno determinanti e dai verbali si ha una mappa delle opinioni più precisa rispetto ai commenti visti finora. “Alcuni” ritengono che le informazioni disponibili entro giugno saranno sufficienti a soddisfare le condizioni per un rialzo. Tuttavia “molti” pensano che sia improbabile raccogliere dati tali da rendere possibile la svolta, anche se “in generale non escludono la possibilità”. Il Comitato ha discusso l’utilità di comunicare in anticipo il probabile arrivo di un rialzo in tempi brevi, ma la maggior parte dei partecipanti ritiene che il rialzo debba essere deciso di riunione in riunione e dipendere da tutti i dati disponibili e dallo scenario. Pertanto si procederà senza “avvisi” da una riunione all’altra. In sostanza i verbali confermano che il rialzo non verrà telegrafato in anticipo, ma segnalano anche che giugno, pur non essendo escluso, è assai improbabile come data della svolta. Il primo rialzo sarà probabilmente più avanti.
Il Comitato ha anche discusso il livello di equilibrio del tasso di interesse reale, registrando ampia incertezza. I verbali riportano che “alcuni” partecipanti hanno stime del tasso di equilibrio reale molto basse rispetto alla media storica e ritengono per questo motivo che lo stimolo monetario debba essere mantenuto più a lungo; un partecipante ha suggerito a questo proposito di alzare l’obiettivo di inflazione, ma il consenso rimane per un obiettivo di inflazione invariato. Altri hanno invece citato possibili cause “transitorie” per le stime basse del tasso di equilibrio.
Per quanto riguarda lo scenario economico, nei verbali si riconosce che la debolezza del 1°trimestre è in larga misura ascrivibile a fattori transitori (clima, disputa dei portuali) mavammettono che l’incertezza è aumentata, mentre restano alcuni fattori di rischio (effettidell’apprezzamento del dollaro e del calo del prezzo del petrolio sugli investimenti).
In conclusione, il FOMC si muove con cautela e si trova in una fase di attesa, in un contestoincerto (come emerge dal dibattito sul tasso di interesse di equilibrio). I dati dei prossimi mesi saranno determinanti per i tempi e la velocità del sentiero dei tassi. La nostra previsione è che ci sia una normalizzazione del ritmo di crescita della domanda verso il 3% che dovrebbe rendere probabile un primo rialzo entro settembre.
Sul fronte dei dati, il 29 maggio verrà pubblicata la seconda stima del PIL del 1° trimestre, che dovrebbe riportare un’ampia revisione verso il basso, e registrare una contrazione di -0,9% t/t ann., da +0,2% t/t ann. della stima advance. Un 1° trimestre in calo potrebbe spostare molto in avanti la svolta dei tassi che la Fed sta preparando? Recentemente la credibilità dei dati è stata messa in dubbio da lavori della San Francisco Fed e della Philadelphia Fed, che hanno stimato un’ampia stagionalità residua nei dati del 1° trimestre dal 1985 in poi. Il bias verso il basso è stimato all’1,6% dalla San Francisco Fed e all’1% dalla Philadelphia Fed. A questa correzione, si dovrebbe aggiungere il contributo negativo del clima avverso e della disputa dei portuali del Pacifico. Pur in presenza di dubbi sulla validità dei dati di inizio anno, il rallentamento del 1° trimestre aumenta l’incertezza e richiede conferme da altri indicatori.
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