Stati Uniti – Ripresa ancora trainata dai servizi e frenata da manifatturiero ed estrattivo….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
Area euro – La ripresa continua, ed è possibile una lieve accelerazione del PIL tra fine 2015 e inizio 2016. Ma permane incertezza, e sono in deciso aumento i rischi al ribasso sull’inflazione.
I dati usciti negli Stati Uniti nelle ultime settimane hanno confermato che la ripresa americana è trainata dai servizi e frenata dal manifatturiero e dall’estrattivo, attraverso il prezzo del petrolio ancora in calo e il dollaro sempre forte. Gli indici di settore hanno ancora una voltamostrato manifatturiero in contrazione (ISM di dicembre a 48,2), e non manifatturiero in crescita (ISM a 55,3). Il quadro dovrebbe mantenere questa caratteristica anche nel 1° trimestre 2016, con i servizi che più che compensano la debolezza del manifatturiero, e i consumi sostenuti da mercato del lavoro in espansione e prezzo della benzina basso. Per la politica monetaria, l’attenzione sarà puntata sul sentiero dell’inflazione. I verbali della riunione del FOMC del 15-16 dicembre hanno dato indicazioni in linea con l’aspettativa di un sentiero di rialzi graduali del tasso dei Fed funds, soggetto all’evoluzione dei dati e in particolare all’andamento dell’inflazione. Il messaggio è generalmente “dovish” e mantiene il focus sull’evoluzione della dinamica dei prezzi e delle aspettative di inflazione. Per “alcuni” membri la decisione di alzare i tassi è stata una close call, a causa dell’incertezza sulla dinamica dell’inflazione, e il Comitato ritiene necessario “monitorare il progresso dell’inflazione da vicino”. I verbali confermano che il consenso per la svolta dei tassi di dicembre è stato ottenuto con l’impegno collettivo a seguire “da vicino” l’andamento dell’inflazione e a modulare il ritmo dei prossimi rialzi principalmente sulla base delle prospettive dei prezzi. I verbali non cambiano in modo rilevante l’informazione già disponibile, ma aggiungono “colore” alla distribuzione delle opinioni riguardo ai prossimi rialzi: per “alcuni” membri, la barra è adesso più alta rispetto a dicembre per attuare un’altra mossa, ed è concentrata sui prezzi. Un altro rialzo a gennaio è fuori discussione, ma per marzo sarà determinante l’evoluzione sia dell’inflazione che delle aspettative: il FOMC nei prossimi mesi si muoverà con grande cautela. I dati dei prezzi saranno più importanti di quelli del mercato del lavoro.
Nell’area euro, i dati nelle ultime settimane sono stati misti. L’indice di fiducia economica della Commissione Europea è salito di 0,7 punti a 106,9, un massimo dai tempi pre-crisi. Il PMI composito ha segnalato un miglioramento più blando dal momento che a dicembre è salito di solo 0,1 a 54,3. L’indice IFO tedesco è calato marginalmente, l’indice INSEE francese è rimasto stabile, l’indice BNB della Banca del Belgio è balzato a sorpresa sui massimi degli ultimi 4 anni, mentre gli indici ISTAT di fiducia di consumatori e imprese hanno segnato una correzione “fisiologica” dai picchi pluriennali toccati in precedenza. Nel complesso la fiducia di famiglie e imprese nel 4° trimestre è coerente con un’accelerazione della crescita del PIL tra fine 2015 e inizio 2016 a 0,4–0,5% t/t, dopo il +0,3% t/t dei mesi estivi. Se i dati di fiducia restano assai incoraggianti, i dati di produzione industriale sollevano qualche ombra sull’intensità della ripresa. La produzione è calata sorpresa a novembre sia in Francia sia in Germania: se inFrancia il calo è spiegato da fattori meteorologici transitori, in Germania sono stati i benicapitali a segnare una pesante contrazione. I dati sugli ordini all’industria tedeschi fanno sperare in un recupero da dicembre, ma molto dipenderà dalla domanda estera.
In ogni caso, la crescita è ancora sostenuta dai servizi e dalla domanda interna più che dal manifatturiero come segnala il livello dell’indice PMI servizi (54,2) un punto al di sopra dell’indice per il manifatturiero. Il rallentamento delle vendite al dettaglio a novembre dovrebbe segnalare solo un affievolimento dei consumi, dal momento che la spesa delle famiglie sarà ancora sostenuta dal recupero di potere d’acquisto associato al continuo calo dei prezzi delle materie prime e dall’aumento dell’occupazione, confermato dai dati di novembre in tutti i maggiori paesi. La principale incognita per lo scenario è rappresentata dai rischi, non solo di natura economica ma anche geopolitica gravanti sullo scenario internazionale, cui va aggiunto il rischio politico domestico in diversi paesi membri. L’incertezza potrebbe pesare sugli investimenti, oltre che sull’export. Inoltre sono aumentati i rischi verso il basso per l’inflazione dal momento che il prezzo del greggio stenta a risalire. Incorporando il profilo implicito nei contratti futures la nostra stima di inflazione per il 2016 scenderebbe a 0,4% da un precedente 0,8%. La battaglia ingaggiata dalla BCE per far risalire l’inflazione appare molto ardua.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it






