Riunione interlocutoria per la BCE, che è molto attenta a non apparire ottimista sulla ripresa e promette di contrastare eventuali tensioni legate al calo dell’eccesso di riserve. BoJ in stand-by. Nessuna sorpresa dalla riunione del consiglio direttivo ….
BCE, anche se comincia ad emergere qualche indicazione su possibili azioni sul fronte della gestione della liquidità per ridurre il rischio di tensioni legate alle scadenze tecniche. I tassi ufficiali sono invariati (refi 0,5%, depositi 0%, rifinanziamento marginale 1,00%), e l’indirizzo prospettico sui tassi ufficiali è stato riproposto negli stessi termini di un mese fa; l’ipotesi di introdurre riferimenti quantitativi in questo ambito non viene considerata: il Consiglio è unanime nel voler mantenere un indirizzo qualitativo. Come ha dichiarato Draghi in risposta a una domanda specifica, se gli andamenti dei tassi di mercato fossero ingiustificati alla luce dell’analisi della Banca centrale, allora potrebbero esserci reazioni di politica monetaria. La novità della giornata è che la BCE ha iniziato a spostare l’attenzione sull’eccesso di riserve, che è calato velocemente nel corso dell’estate. Il tema è entrato nelle considerazioni introduttive, per poi essere approfondito nelle risposte ai giornalisti. A quale punto, è stato chiesto, l’eccesso di liquidità potrebbe diventare un problema? Per ora, il livello è reputato essere non preoccupante, ma la BCE è pronta ad agire se necessario. Draghi ha menzionato una forbice di riferimento di 100-200 miliardi per il livello di guardia, avvisando però che dipende dal contesto, per esempio dal livello di frammentazione del mercato, e che la velocità dei rimborsi non necessariamente rimarrà quella osservata finora.
La BCE ha già prorogato nei mesi scorsi almeno fino al giugno 2014 la piena allocazione alle operazioni di rifinanziamento, e si ipotizzano nei prossimi mesi operazioni di rifinanziamento a lungo termine disegnate per smussare la scadenza delle LTRO triennali. Il messaggio è complementare a quello fornito con la forward guidance sui tassi: la BCE rassicura i mercati segnalando che non vuole tensioni sulla curva monetaria. In effetti, anche il miglioramento dello scenario è valutato ancora con molta prudenza dalla BCE, che si aspetta una ripresa lenta della produzione. A fronte di una revisione al rialzo per le stime del PIL nel 2013 (+0,2%), d’altronde, quelle per il 2014 sono state limate di -0,1%, a 1,0%. La BCE si aspetta che l’inflazione rimarrà bassa, non soltanto nei prossimi mesi ma anche nel medio termine (2014: 1,3%, invariata rispetto a giugno), e che i rischi su tale fronte siano relativamente equilibrati.
La conclusione è che probabilmente i tassi ufficiali non saranno toccati per parecchio tempo, mentre sono da attendersi interventi tecnici sulla liquidità finalizzati a prevenire la volatilità dei tassi a breve termine. Anche la riunione della BoJ si è conclusa senza novità, a parte una valutazione dello scenario macroeconomico leggermente più ottimistica rispetto al mese precedente. La BoJ rileva infatti che, nello scenario di espansione moderata, finalmente esportazioni e investimenti fissi privati si stanno riprendendo, e si cominciano a vedere segnali positivi anche sul fronte dell’occupazione e dei redditi.
La BoJ si impegna a mantenere in atto lo stimolo qualitativo e quantitativo introdotto da inizio 2013. Un punto importante per lo scenario di politica monetaria è emerso durante la conferenza stampa di Kuroda e riguarda eventuale nuovo stimolo a fronte della restrizione fiscale in arrivo. Kuroda ha dato supporto al programma di consolidamento fiscale affermando che si augura che il Governo proceda con il piano annunciato e che in caso di eccessiva restrizione della crescita si potrà reagire con altre misure fiscali o con nuovi interventi della BoJ. Questo è un importante sostegno per i piani del Governo, che annuncerà entro inizio ottobre se procedere con il rialzo dell’imposta sui consumi programmata per aprile 2014 (da 5% a 8%).
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