Il Punto: Stati Uniti: un’altra primavera di dati deboli, ma la ripresa prosegue e accelererà nel 2° semestre.

La BoJ pubblica le nuove proiezioni macroeconomiche alla riunione del 26 aprile. ….

I dati congiunturali negli Stati Uniti a marzo hanno sorpreso verso il basso, dando indicazioni  di indebolimento ciclico nel 2° trimestre: occupati e ISM a marzo, Empire e Philly Fed ad aprile,  fiducia dei costruttori da febbraio in poi sono stati omogeneamente deludenti. La domanda è  se questa svolta sia transitoria o un segnale di rallentamento più duraturo. La nostra  interpretazione, sulla base delle informazioni disponibili, è che le sorprese negative sono  fenomeni temporanei, dovuti in parte a fisiologica volatilità dei dati (anche legata a condizioni  climatiche particolarmente rigide a marzo), in parte all’entrata in vigore dei tagli automatici  della spesa pubblica e in parte alla difficoltà a  correggere per la stagionalità riscontrata nei  trimestri centrali dell’anno dal 2010 in poi. Non riteniamo che ci siano indicazioni di un  rallentamento della crescita sottostante, anche se è probabile che dopo un 1° trimestre in  netta accelerazione verso il 3,2% t/t ann., il 2° trimestre veda un temporaneo ritorno a una  variazione con un “1” davanti alla virgola.  

Questa lettura dei dati trova riscontro nel Beige Book preparato per la riunione FOMC del 1°  maggio. Il rapporto indica che “l’attività economica è cresciuta a un ritmo moderato” nel  periodo fra fine febbraio e inizio aprile. È importante notare che nel rapporto non si vede quel  rallentamento verso potenziali livelli di stallo che invece è emerso dai dati congiunturali  recenti. Le informazioni del Beige Book per i  vari settori sono relativamente positive, con  segnali di aumento dell’attività nel manifatturiero (contrariamente a quanto visto con le  indagini di settore); la spesa per consumi è in aumento modesto, ma i distributori si aspettano  prosecuzione della crescita; nei servizi si osserva espansione, in particolare nel settore trasporti  e spedizioni. I settori del petrolio e del gas naturale vedono crescita “robusta”. Dal lato  dell’occupazione, le condizioni sono stabili o un  po’ in miglioramento, con indicazioni di  assunzioni in molti settori.  Le aspettative per lo scenario di crescita e attività rimangono  “ottimistiche” in tutti i distretti, con previsioni di espansione ai ritmi attuali o un po’ più  sostenuti; i rischi principali citati dall’indagine riguardano la politica fiscale e i costi per le  imprese della riforma sanitaria. Certamente solo  i dati potranno dire se la lettura dell’attuale  indebolimento come fenomeno transitorio è corretta, e il FOMC continuerà a monitorare  l’evoluzione dello scenario. Manteniamo la previsione di riaccelerazione della crescita verso il  2,5-3% nella seconda metà del 2013.  

La riunione della BoJ del 26 aprile non dovrebbe annunciare altre novità in termini di strategia  di politica monetaria. La riunione della prossima settimana sarà però rilevante perché coincide  con la pubblicazione dello scenario macroeconomico semestrale della Banca centrale. Le  nuove previsioni di crescita e inflazione daranno un’idea più precisa del sentiero di inflazione  atteso dalla BoJ dopo l’annuncio a inizio aprile delle nuove misure di stimolo monetario.  Kuroda, in un discorso recente, ha ribadito che la Banca centrale opera con l’obiettivo di  raggiungere il 2% di inflazione entro due anni. La BoJ potrebbe alzare le previsioni di
inflazione per il 2014 all’1,5% e includere una previsione al 2% per l’anno fiscale 2015. Nello  scenario macroeconomico pubblicato a ottobre 2012, la proiezione centrale per il CPI nell’a.f.  2013 era a 0,5% a/a. Per il 2014, quando i dati  saranno influenzati dall’atteso rialzo della  tassa sui consumi (all’8% dal 5%, aprile 2014), la BoJ prevedeva un’inflazione al 4,2%,  includendo l’imposta, e all’1,3% a/a al netto dell’imposta. Le previsioni per il 2013 potrebbero  essere riviste verso il basso, ma quelle per il  2014 dovrebbero essere più elevate, anche al  netto delle imposte indirette. Il punto centrale sarà l’orizzonte 2015, che dovrebbe vedere un  2%. Da ora in poi  le previsioni di inflazione della Banca centrale prenderanno nuovo rilievo,  visto l’impegno a raggiungere l’obiettivo del 2%. La BoJ ha detto che è disposta ad aumentare  lo stimolo monetario se quanto attuato non sarà sufficiente a raggiungere l’obiettivo del 2%  in due anni. Le previsioni guideranno la determinazione delle misure sul bilancio.


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