Pizzoli Paolo ING

ING – Inizio soft per la produzione industriale italiana nel 2024

ING : L’ampia debolezza settoriale dimostra che l’uscita dalla prolungata fase di debolezza del settore manifatturiero si sta rivelando difficile.

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A cura di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING


In un contesto di domanda debole, l’accelerazione della disinflazione non sta ancora inducendo alcuna spinta dal lato dell’offerta.

L’industria manifatturiera italiana non è uscita dalla fase di stallo. Questo è quanto ci dicono i dati sulla produzione industriale di gennaio. Secondo i dati Istat, a gennaio la produzione industriale italiana destagionalizzata ha subito una contrazione dell’1,2% sul mese (dal +1,1% di dicembre), battendo al ribasso le nostre aspettative inferiori al consenso. Il calo è stato particolarmente marcato per gli investimenti (-3,6% M/M) e i beni di consumo (-2% M/M) e solo la produzione di energia ha registrato un guadagno positivo (+2,5% M/M).

Un rapido sguardo alla ripartizione settoriale all’interno del settore manifatturiero mostra che la contrazione è stata ampia e particolarmente marcata per i prodotti farmaceutici (-13,3% a.m.), i prodotti chimici (-5,3% a.m.), le apparecchiature elettriche e non elettriche per la casa (-5% a.m.) e i mezzi di trasporto (-4,1% a.m.), mentre solo la gomma e i prodotti minerali plastici e non metallici (+3,3% a.m.) hanno potuto registrare un segno positivo. L’avvio ritardato degli incentivi per l’acquisto di autovetture sta apparentemente facendo sentire il suo peso e, in un contesto di domanda relativamente debole, anche una fase di disinflazione più rapida del previsto non è stata finora in grado di fornire una spinta visibile dal lato dell’offerta nei settori caratterizzati da una più alta intensità energetica.

In prospettiva, i dati dell’indagine sulla fiducia delle imprese non sembrano indicare miglioramenti imminenti sul fronte della produzione industriale. A febbraio, le imprese hanno segnalato un peggioramento del livello di produzione e la componente degli ordini si è confermata su livelli bassi, in particolare per quelli interni. Il calo dell’indicatore delle scorte di beni prodotti è stato contenuto, il che implica l’assenza di un’imminente corsa alla ricostituzione delle scorte, data la debolezza della domanda. Ciò si è riflesso nella parte prospettica dell’indagine, dove le aspettative per la produzione e per gli ordini entro un orizzonte di 3 mesi hanno raggiunto il livello più basso dall’ottobre 2020.

Nel complesso, mettendo insieme i dati di oggi e quelli qualitativi derivanti dalle indagini sulla fiducia delle imprese, sembra probabile che il primo trimestre confermerà che l’uscita dalla recessione del settore manifatturiero non sarà rapida. Il rischio che l’industria non dia un contributo positivo alla crescita del PIL nel primo trimestre è attualmente elevato.

Fonte: InvestmentWorld.it


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