Maris Olivier J. Safra Sarasin

J. Safra Sarasin: Il settore medtech a un punto di svolta – l’importanza della selettività

J. Safra Sarasin: Il settore della tecnologia medica (medtech) ha perso quel premio di valutazione che un tempo gli investitori davano per scontato.

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A cura di Olivier Maris, investment specialist della SICAV JSS Sustainable Equity di J. Safra Sarasin


Il settore viene ora scambiato più o meno in linea con l’indice S&P 500 in termini di rapporto prezzo/utili attesi, azzerando un premio di circa il 25% che si era mantenuto per un quarto di secolo. Tale premio rifletteva un tempo una crescita degli utili superiore a quella del mercato e una volatilità degli utili inferiore alla media. Vale la pena analizzare le ragioni della sua scomparsa.

La pressione proviene da diverse direzioni contemporaneamente: la compressione dei margini in Cina a causa degli appalti basati sui volumi, l’aumento dei costi tariffari sui dispositivi importati e un contesto di tassi più elevati che ha pesato sui multipli di crescita. In Cina, gli appalti basati sui volumi hanno compresso drasticamente i margini, con tagli fino al 95% sugli stent coronarici e all’82% sulle protesi articolari. I dazi sui dispositivi importati aggiungono 200-400 milioni di dollari di costi annuali per le singole società a grande capitalizzazione. I persistenti deflussi dagli Exchange Traded Fund (ETF) e la crescente apprensione per la disruption causata dall’intelligenza artificiale (AI) hanno accentuato il de-rating. La questione non è se il settore medtech debba affrontare venti contrari, ma se il suo modello di crescita sia in grado di assorbirli.

Due fattori alla base della domanda

Ciononostante, due fattori strutturali continuano a sostenere la domanda nel settore delle tecnologie mediche. Il primo è di natura demografica. La popolazione mondiale con più di 60 anni ammonta già a circa 1,2 miliardi di persone e, secondo le proiezioni, supererà i 2 miliardi entro il 2050. Gli anziani rappresentano inoltre una quota sproporzionata della spesa sanitaria: negli Stati Uniti, le persone con più di 65 anni rappresentano già il 37% della spesa sanitaria individuale. Ciò garantisce ai volumi degli interventi un livello minimo strutturale meno sensibile ai cicli economici rispetto alla maggior parte dei mercati finali.

Il secondo è l’innovazione, che sta espandendo i mercati potenziali piuttosto che limitarsi a ridistribuire la domanda. Il sistema di ablazione a campo pulsato di Boston Scientific, un approccio più recente al trattamento dei ritmi cardiaci irregolari, ha generato oltre 1 miliardo di dollari di ricavi nel suo primo anno, la diffusione commerciale più rapida nella storia della cardiologia interventistica. Il segmento di ablazione concorrente di Medtronic è cresciuto dell’80% su base annua, suggerendo che la categoria si sta espandendo piuttosto che limitarsi a spostare quote di mercato.

Lo stesso andamento si osserva nel monitoraggio del glucosio, dove una più ampia copertura assicurativa ha consentito a oltre 5 milioni di pazienti in più di accedere ai dispositivi di Abbott e DexCom. La chirurgia robotica si trova ancora in una fase iniziale di questo percorso: Intuitive Surgical ha formato oltre 76.000 chirurghi sulla sua piattaforma da Vinci, eppure meno del 10% degli interventi potenzialmente interessati a livello mondiale ricorre all’assistenza robotica.

Queste due forze sembrano intatte. Negli ultimi 25 anni, il settore medtech ha registrato una crescita degli utili annua di circa il 10%, tra le più elevate tra tutti i gruppi industriali dell’indice MSCI World. I fattori alla base di questo record rimangono in atto.

l fenomeno del “fear trade” legato all’IA e come la tecnologia medica si distingua

Diversi settori hanno subito forti riduzioni delle valutazioni a causa dei timori di sostituzione da parte dell’IA. I modelli di business incentrati sul software sono stati travolti dal fenomeno del “fear trade” legato all’IA, con una significativa contrazione delle valutazioni poiché gli investitori scontano il rischio che gli strumenti di IA possano replicare le offerte principali.

È ragionevole chiedersi se il settore medtech debba affrontare una minaccia simile. Riteniamo che il rischio sia limitato. I dispositivi medici sono componenti fisici altamente complessi che richiedono anni di sviluppo, necessitano di approvazione normativa e non possono essere sostituiti dal software. L’immissione sul mercato di un dispositivo richiede in media dai 3 ai 7 anni.

L’IA potrebbe, infatti, rafforzare i vantaggi degli operatori storici. GE HealthCare, Siemens Healthineers e Philips detengono complessivamente oltre 260 autorizzazioni della FDA per dispositivi di IA/machine learning (ML) e controllano oltre il 60% del mercato dell’IA per l’imaging medico. Le aziende con un’ampia base installata e set di dati clinici proprietari sono in grado di integrare l’IA nelle piattaforme esistenti, senza esserne sconvolte. Ciò potrebbe accelerare l’innovazione, una delle due forze chiave alla base della forte crescita a lungo termine del settore.

Il segnale della divergenza

Si è aperta una chiara divergenza tra i flussi al dettaglio e gli acquirenti strategici. Negli ultimi cinque anni, sono usciti complessivamente 5 miliardi di dollari dall’ETF iShares US Medical Devices, nonostante i mercati azionari più ampi fossero in crescita. Allo stesso tempo, gli acquirenti aziendali e di private equity hanno investito 80 miliardi di dollari in acquisizioni nel settore medtech nel 2025, il doppio rispetto ai 39 miliardi di dollari spesi nel 2023.

Questa divergenza racconta una storia chiara. Gli acquirenti informati, compresi gli investitori istituzionali, continuano ad aumentare la loro esposizione al settore, e un livello di interesse così sostenuto raramente è privo di fondamento. Essi stanno individuando quel valore in aziende specifiche piuttosto che nel settore nel suo complesso. L’opportunità si è spostata dall’esposizione a livello di settore alla selezione a livello di singola azienda.

Fonte: InvestmentWorld.it

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