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La Financiere de l’Echiquier : Finita l’era del beta facile: perché scommettere sul vero stock picking nel secondo semestre 2026

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La Financiere de l’Echiquier (LFDE) : Sostenuti dall’Intelligenza Artificiale, l’abbondanza di liquidità e una notevole capacità di assorbire i rischi geopolitici, i mercati hanno proseguito la loro ascesa nonostante il contesto particolarmente incerto.


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A cura di Michel Saugné, CIO di La Financière de l’Echiquier  


Tuttavia, dietro gli indici quasi ai massimi, gli equilibri sono cambiati. I tempi del beta facile e delle scommesse consensuali potrebbero gradualmente lasciare spazio a una fase più impegnativa in cui la crescita degli utili, le valutazioni, il rendimento per gli azionisti e la solidità dei fondamentali ritorneranno a essere i veri driver di performance. Per gli investitori sarà fondamentale rimanere esposti alle tematiche di crescita più potenti, evitando le concentrazioni eccessive che accompagnano le fasi di forte euforia. Sarà più che mai necessario saper distinguere il momentum duraturo dal semplice entusiasmo sui mercati.

Se la recente distensione geopolitica si confermerà, la frenata dei prezzi dell’energia e la diminuzione del rischio di stagflazione potrebbero dare il via a un ampliamento del rimbalzo delle borse. In questo modo l’Europa, a lungo penalizzata dal deficit di crescita e di tecnologia, potrebbe disporre di un potenziale di recupero significativo.

Europa: un asse di riallocazione da non trascurare

In un mercato meno dipendente da un ristretto numero di titoli e maggiormente guidato dai fondamentali, la semplice esposizione alle grandi tematiche di mercato potrebbe gradualmente cedere il posto alla selezione delle società. Dopo mesi di netta sottoperformance e in una fase in cui gli investitori rimangono sottoponderati, i livelli di esposizione ai mercati europei sono ancora ai minimi storici. Le valutazioni si sono normalizzate, gli eccessi sono stati in gran parte riassorbiti ed emergono nuove opportunità, grazie anche a un contesto macroeconomico più disteso.

Particolare attenzione meritano per esempio le small cap, che nei prossimi mesi potrebbero recuperare il ritardo accumulato finora, ma anche le società di qualità, che presentano fondamentali ancora solidi nonostante le recenti incertezze e che, dopo due anni difficili, ritornano a essere interessanti a seguito della sostanziale normalizzazione delle valutazioni relative. Anche il rafforzamento del dollaro rispetto all’euro potrebbe aiutare questi titoli, fortemente orientati all’export.

Alcuni titoli del lusso beneficiano dei primi segnali di ripresa della domanda. Anche il rinnovo dei team creativi nelle principali case di moda contribuisce ad aumentare l’appetibilità dei marchi e l’interesse degli investitori.

Le banche dell’Eurozona continuano ad approfittare di un contesto ancora favorevole per i tassi, bilanci solidi e livelli elevati di redditività, a cui si aggiungono gli aumenti di produttività attesi dall’Intelligenza Artificiale, l’ottimizzazione delle reti bancarie, una nuova dinamica di consolidamento e rendimenti particolarmente allettanti per gli azionisti.

Anche la duration ritorna a essere interessante, in particolare in Europa, in un contesto in cui la distensione dei prezzi dell’energia potrebbe contribuire a moderare le aspettative di inflazione e ridare più margine di manovra alle banche centrali.

Al di là dell’Europa, diverse tematiche offrono fonti complementari di diversificazione. Lo sviluppo costante delle infrastrutture di AI continua ad alimentare un enorme fabbisogno di investimenti. I materiali critici occupano una posizione strategica al centro della transizione tecnologica, energetica e industriale.

Anche le azioni giapponesi meritano particolare attenzione. Gli effetti dell’inasprimento monetario della BoJ sembrano ormai ampiamente riflessi nelle quotazioni, mentre i fondamentali delle aziende rimangono solidi e le riforme di governance continuano a supportare il potenziale di rivalutazione del mercato giapponese. Il Paese, sostenuto dal ritorno degli investimenti, un miglior impiego del capitale, le riforme di governance e il crescente interesse degli investitori sia nazionali che internazionali, riacquista gradualmente il suo posto nel panorama dell’allocazione globale, aiutato anche da uno yen a livelli storicamente bassi.

In questo contesto, la gestione di convinzione appare più che mai una risposta pertinente. Mentre la dispersione delle performance aumenta e si moltiplicano le opportunità, la selettività ritorna a essere un fattore essenziale di creazione di valore. Ora più che mai la sfida è saper individuare le società in grado di coniugare visibilità, qualità, disciplina finanziaria e crescita sostenibile. In una fase di mercato meno sostenuta da una manciata di titoli dominanti, non sono più gli indici che faranno la differenza, ma la capacità di selezionare i titoli giusti.

Fonte: InvestmentWorld.it


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