JCI: La Spagna sorpassa di nuovo l’Italia

Nell’ultima settimana si è verificato un veloce ed ampio movimento al ribasso dei titoli di stato dei paesi periferici che ha arrestato bruscamente il lento e continuo calo dei rendimenti degli ultimi mesi….


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Il rendimento del Btp decennale è passato da minimi a 2.90% fino all’area 3,35% in sole tre sedute, ritornando sui livelli di metà marzo e perdendo quindi ben più dei cugini spagnoli i cui decennali hanno lasciato sul terreno solo la metà di quanto fatto dai titoli italiani. Il rendimento dei Bonos decennali è infatti risalito da un minimo di 2,85 ad un massimo di 3,15.

L’effetto finale che si sta verificando anche in questi ultimi due giorni sui mercati nonostante un lieve nuovo calo dei rendimenti, è che si è decisamente allargato il differenziale offerto da Italia e Spagna sui titoli a dieci anni.

Fonte: Bloomberg. Spread tra i rendimenti a dieci anni italiani e quelli spagnoli

Come possiamo osservare dal grafico soprastante lo spread tra Italia e Spagna negli ultimi due anni è risultato particolarmente altalenante a seconda che l’uno o l’altro  tra i due paesi presentassero un profilo di rischio più o meno elevato in termini di esposizione alla crisi del debito.

Mentre alla fine del 2011 l’Italia vedeva crollare i propri titoli di stato sotto una pioggia di vendite molto consistente portata avanti soprattutto da alcune banche di altri paesi europei che volevano sbarazzarsi di titoli che sembravano sempre più ad alto rischio, le cose si sono poi capovolte l’’estate del 2012,  In quel periodo infatti i titoli spagnoli giunsero a rendere circa 100 punti base più dei cugini italiani a causa di una crisi del sistema bancario iberico che sembrava sull’orlo del necessario salvataggio da parte della stessa Unione Europea.

Dalla metà dello scorso anno ad oggi invece i titoli di Roma e Madrid viaggiano decisamente appaiati, in un contesto estremamente favorevole ai titoli di stati della periferia dell’Eurozona che ha condotto Btp e Bonos a nuovi minimi assoluti di rendimento.

Il movimento però intervenuto la scorsa settimana sembra aver mosso un pochino le acque e l’allargamento dello spread a sfavore dell’Italia potrebbe a nostro avviso proseguire anche nelle prossime settimane.

I Btp rendono attualmente 20 punti base in più dei Bonos e l’allargamento potrebbe estendere fin verso l’area 40-45 in ragione di una serie di motivazioni per cui gli investitori potrebbero giudicare meno rischioso il debito spagnolo. Innanzitutto la Spagna ha presentato un Pil del primo trimestre in avanzamento di uno 0,4%, cifra che ha ampiamente confermato le stime ottimistiche presentate dal Governo. Per l’Italia invece, come sappiamo purtroppo dal dato preliminare sulla crescita del primo quarto dell’anno è venuta l’ennesima doccia fredda. A fronte infatti di attese di un dignitoso avanzamento dello 0,2%, è stato rilevato l’ennesimo ulteriore calo dello 0,1%. Oltre a dati economici più deludenti è probabile anche che il panorama politico che potrebbe essere fotografato nel nostro paese in vista delle prossime votazioni sul Parlamento Europeo possa risultare meno favorevole ad un clima di contenimento della spesa e di spending review precedentemente portato avanti dagli ultimi due/tre  governi.

Tale contesto dunque potrebbe favorire i titoli spagnoli almeno in senso relativo, rispetto a quelli italiani. Improbabile comunque al momento ipotizzare che l’allargamento possa essere drammatico, a meno che il differenziale non si porti al di sopra dell’area 45-47, oltre cui a cui lo spread potrebbe aumentare fin verso quota 75/80 punti base.

Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management

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