Le elezioni politiche in Grecia

La Grecia affronterà nuove elezioni politiche generali il 20 settembre. I sondaggi mostrano un sostanziale testa a testa tra Nea Demokratia e Syriza (quest’ultimo in testa nell’ultimo sondaggio)…


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.

{loadposition notizie}


e lo scenario più probabile è che nessuno dei due partiti raggiungerà la maggioranza assoluta. Il vincitore dovrà cercare un alleato tra i partiti minori per formare una coalizione, ma non si può escludere che l’unica coalizione di governo possibile sia quella fra i due grandi partiti.


Il 20 settembre si tengono nuove elezioni politiche generali in Grecia, rese necessarie dalla spaccatura del partito di maggioranza relativa Syriza, che ha indotto alle dimissioni il primo ministro Tsipras poco dopo l’approvazione del programma di assistenza finanziaria ESM.

Il 20 agosto, al momento delle sue dimissioni da Primo ministro che aprivano la strada alla terza chiamata alle urne in 8 mesi per i cittadini greci, era lecito pensare che Tsipras, anche grazie all’apparente assenza di un leader in grado di contrastarlo, avrebbe facilmente ottenuto la maggioranza alle successive elezioni. La consultazione elettorale è stata strategicamente fissata ad una data abbastanza vicina da non permettere ai dissidenti di Syriza di organizzarsi per  endere il nuovo partito “Unità Popolare” una seria minaccia. I sondaggi degli ultimi giorni, però, mostrano che le elezioni del 20 settembre potrebbero ritorcersi contro Syriza, che a gennaio aveva vinto le elezioni col 36,3% dei voti. La capitolazione di Tsipras di fronte ai creditori internazionali ne ha fatto precipitare il gradimento fra gli elettori. Le intenzioni di voto emerse dagli ultimi sondaggi (7-9 settembre) si attestano intorno al 27% per Syriza e 24.3% per il partito conservatore Nea Demokratia (ND), rappresentato dal leader ad interim Evangelis Meimarakis. Anche se questi numeri sembrano smentire quello che nei precedenti sondaggi era un sostanziale testa a testa tra i due partiti, l’esito delle elezioni è ancora incerto.

Gli scenari post-elettorali

Tsipras conta sugli indecisi (15-17%), sui voti che migrerebbero dai partiti minori e sul premio di maggioranza di 50 seggi (un sesto del totale) che il sistema elettorale greco assegna al partito vincitore. Al momento, però, lo scenario più probabile è che nessuno dei due partiti raggiungerà la maggioranza assoluta neppure con l’aiuto del premio. Alle ultime elezioni, d’altronde, Syriza aveva ottenuto 149 seggi con il 36,3% dei voti, di cui 50 come premio, mentre ND aveva preso
76 seggi con il 27,8%. Percentuali fra il 5 e il 6% garantiscono fra i 13 e i 17 seggi.

Meimarakis si è detto disponibile a formare un governo con Syriza, anche rinunciando alla carica di primo ministro in caso di vittoria. Tuttavia, Tsipras ha escluso categoricamente una coalizione con Nea Demokratia. Se Tsipras non cambierà idea, il vincitore dovrà cercare un alleato tra i partiti minori per formare una coalizione. Ma basterà il loro sostegno? Una certezza è che dovrebbe confermarsi terzo partito del Paese, con il 6% circa, il partito di estrema destra Chrysí̱ Av̱gí̱, cioè Alba Dorata, una delle formazioni che raccolgono oggi il voto di protesta. Ma nessuno dei maggiori partiti potrà formare alleanze di governo con un partito antisistema come Alba Dorata. Il partito vincitore potrebbe allearsi con il partito socialista Pasok (che i sondaggi danno intorno al 5%) o con To Potami (destra moderata, al 4.5%), mentre potrebbe non poter più contare sui Greci Indipendenti (conservatori di destra con cui aveva formato la coalizione di governo), che per alcuni sondaggi potrebbero non superare la soglia di sbarramento del 3%. Perciò, il partito vincitore dovrebbe ottenere almeno il 28% per rendere possibile una coalizione di governo con i partiti minori.

La posizione dei maggiori candidati riguardo al programma di assistenza finanziaria

Tsipras, rivendicando la necessità dell’accordo descritto come suscettibile a modifiche tramite negoziati, ha detto che il suo obiettivo è migliorarlo cercando di ottenere qualche forma di riduzione del debito e presentando la richiesta di reintegro dei poteri di contrattazione collettiva per i lavoratori. Inoltre ha affermato che la sua politica economica si baserà su un forte intervento statale con investimenti volti a redistribuire reddito e ricchezza a partire da nuovi posti di lavoro e sussidi salariali, oltre che sulla lotta alla corruzione.

Meimarakis, a sua volta, affermando di voler continuare le trattative con l’Europa senza arrendersi completamente, ritiene che l’accordo debba essere rispettato nei target ma che i modi per ottenerli dovrebbero essere una questione di politica nazionale. Oltre alla cooperazione con l’Europa, tra le altre priorità Meimarakis annovera stabilità, istituzione di un team nazionale di negoziazione, privatizzazioni e il riavvio delle grandi opere.

Al di là dei problemi numerici, la formazione di una coalizione con Syriza non assicurerà stabilità alla situazione politica greca, viste le radicali divergenze in tema di politica economica con le formazioni politiche moderate di centro-sinistra e di centro-destra. Tale scenario sta facendo crescere i timori di slittamenti nell’implementazione delle misure decise con il terzo accordo di assistenza finanziaria e, quindi, di review turbolente – come nel caso dei due precedenti.

Il sistema elettorale greco Il sistema elettorale greco è di tipo proporzionale “rinforzato” cioè un modello combinato tra maggioritario e proporzionale.

Infatti, dei 300 seggi in Parlamento, 50 (pari al 16,67%) sono assegnati come premio di maggioranza al partito che ottiene più voti alle elezioni; i restanti 250 sono distribuiti in modo proporzionale tra i partiti che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 3% in base ai voti (validi) ottenuti in ogni circoscrizione (12 seggi sono assegnati attraverso liste bloccate proporzionalmente ai voti ottenuti da ciascun partito). Le circoscrizioni sono 56, di cui 8 con un solo seggio. La maggioranza assoluta si ottiene con 151 seggi – quindi, considerato il premio di maggioranza, con il 38-40% dei voti (101 seggi).riduzione del debito e presentando la richiesta di reintegro dei poteri di contrattazione collettiva per i lavoratori. Inoltre ha affermato che la sua politica economica si baserà su un forte intervento statale con investimenti volti a redistribuire reddito e ricchezza a partire da nuovi posti di lavoro e sussidi salariali, oltre che sulla lotta alla corruzione.

Meimarakis, a sua volta, affermando di voler continuare le trattative con l’Europa senza arrendersi completamente, ritiene che l’accordo debba essere rispettato nei target ma che i modi per ottenerli dovrebbero essere una questione di politica nazionale. Oltre alla cooperazione con l’Europa, tra le altre priorità Meimarakis annovera stabilità, istituzione di un team nazionale di negoziazione, privatizzazioni e il riavvio delle grandi opere.

Al di là dei problemi numerici, la formazione di una coalizione con Syriza non assicurerà stabilità alla situazione politica greca, viste le radicali divergenze in tema di politica economica con le formazioni politiche moderate di centro-sinistra e di centro-destra. Tale scenario sta facendo crescere i timori di slittamenti nell’implementazione delle misure decise con il terzo accordo di assistenza finanziaria e, quindi, di review turbolente – come nel caso dei due precedenti.

Il sistema elettorale greco

Il sistema elettorale greco è di tipo proporzionale “rinforzato” cioè un modello combinato tra maggioritario e proporzionale.

Infatti, dei 300 seggi in Parlamento, 50 (pari al 16,67%) sono assegnati come premio di maggioranza al partito che ottiene più voti alle elezioni; i restanti 250 sono distribuiti in modo proporzionale tra i partiti che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 3% in base ai voti (validi) ottenuti in ogni circoscrizione (12 seggi sono assegnati attraverso liste bloccate proporzionalmente ai voti ottenuti da ciascun partito). Le circoscrizioni sono 56, di cui 8 con un solo seggio. La maggioranza assoluta si ottiene con 151 seggi – quindi, considerato il premio di maggioranza, con il 38-40% dei voti (101 seggi).


Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.