Giovedì 10 marzo si riunisce la Banca Centrale Europea e il mercato si attende un ulteriore intervento sui tassi di deposito…..
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Eugene Philalithis, Gestore di FF Global Multi Asset Income Fund e FF Euro Balanced Fund di Fidelity International
Eugene Philalithis, Gestore di FF Global Multi Asset Income Fund e FF Euro Balanced Fund di Fidelity International commenta:
“Dal momento che negli due ultimi mesi Mario Draghi ha più volte alimentato con le sue dichiarazioni le aspettative riguardo a ulteriori misure di stimolo da parte della Banca Centrale Europea (BCE), è probabile che nella riunione di marzo la BCE decida di intervenire nuovamente sulla politica monetaria. Con l’inflazione core che a febbraio si è fermata allo 0,7%, la BCE vorrà plausibilmente continuare a sostenere l’economia. Si potrebbe assistere ad un taglio di 10 punti base (pb) del tasso sui depositi, che arriverebbe così a -0,4% e ciò lascerebbe comunque un margine per eventuali ulteriori misure, tra cui l’introduzione di tassi di interesse negativi con una struttura a livelli, sul modello di quanto fatto dalla Bank of Japan, o persino un rafforzamento del programma di acquisto di asset.
Il mercato sembra aver già parzialmente scontato un intervento della BCE tramite un calo dei rendimenti obbligazionari, con i Bund in particolare ormai prossimi ai minimi storici dello scorso aprile, e, in misura inferiore, l’indebolimento dell’euro, che però è in parte dovuto anche al rafforzamento delle prospettive per l’economia americana. Vi è il rischio che la BCE deluda i mercati, ma dopo l’errore commesso lo scorso dicembre, la gestione delle aspettative è stata indubbiamente più accurata.
Dopo un inizio d’anno difficile per le banche europee, mi aspetto inoltre che la BCE si schieri a difesa degli istituti di credito della regione, sottolineando come le banche di maggiore importanza sistemica abbiano già soddisfatto, se non addirittura superato, i rigorosi requisiti patrimoniali stabiliti dalle autorità di vigilanza.
Non va infine dimenticato che oltre alla BCE, nei prossimi dieci giorni si riuniranno anche la Bank of Japan (15 marzo) e la Fed (16 marzo), mentre a fine febbraio la People’s Bank of China aveva già deciso un taglio dei tassi di 50pb.
In questo contesto di tassi ridotti e di politiche monetarie divergenti la ricerca di fonti di reddito richiede un approccio multi-asset ampiamente diversificato e flessibile, con l’obiettivo di ottimizzare il profilo rischiorendimento del portafoglio e per far fronte a contesti di mercato in evoluzione. Il fondo FF Global Multi Asset Income Fund che gestisco, per generare un reddito target del 5% all’anno investe in maniera flessibile in 10 asset class differenti. In questa fase il posizionamento che ho adottato vede una esposizione contenuta verso i titoli di Stato, che offrono rendimenti eccessivamente modesti. Sto invece trovando valore nelle obbligazioni ad alto rendimento e nei prestiti (loans), il cui andamento è poco sensibile all’andamento dei tassi di interesse”.
David Simner, Gestore di FF Euro Bond Fund e FF Euro Corporate Bond Fund di Fidelity International aggiunge:
“Questa settimana tutti gli occhi saranno puntati sulla riunione della Banca Centrale Europea (BCE), la cui ennesima revisione al ribasso delle previsioni inflazionistiche rende molto probabile un ulteriore intervento sulla politica monetaria.
Il mercato si attende un taglio di almeno 10 punti base dei tassi di deposito, ma vi sono pareri discordanti sulle altre misure che la BCE potrebbe adottare. Nonostante si sconti già un taglio di 11pb per giovedì (e un totale di 25 pb entro fine anno) non è a mio avviso da escludere un intervento più deciso. A livello macroeconomico, continuo ad essere piuttosto ottimista e quindi non ritengo necessario un intervento particolarmente deciso da parte della BCE, in una congiuntura finanziaria e monetaria già molto accomodante.
Se da un lato è evidente che il mercato nutre elevate aspettative e che quindi difficilmente le decisioni del Consiglio direttivo riusciranno a generare autentico entusiasmo, è altresì probabile che il Consiglio si muova in modo da evitare una nuova ondata di vendite come quella innescata dalla riunione di dicembre.
Circa il posizionamento dei portafogli obbligazionari, nel contesto attuale ho ridotto l’esposizione del fondo FF Euro Bond Fund ai Bund tedeschi, che offrono un profilo rischio rendimento poco attraente, a favore di obbligazioni governative di altri Paesi europei e di obbligazioni societarie di elevato merito creditizio. Pur non escludendo che i Bund possano continuare a registrare buone performance, in un’ottica di medio periodo resto infatti convinto che le obbligazioni a spread possano registrare rendimenti maggiormente interessanti sia in termini assoluti sia in ottica di efficienza rischio/rendimento”.
Fonte: BONDWorld.it
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