MC: Circolarità Bond e azioni, le valutazioni sono funzione dei tassi d’interesse

Gli investitori si trovano di fronte a un problema di circolarità.  Warrent Buffet, intervistato da CNBC pochi giorni fa, ha affermato che “considerando tassi ….


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.

{loadposition notizie}


Andrea De Gaetano  –  Senior Portfolio Manager  –  MC Capital Ltd


d’interesse normali, i mercati azionari sono ora su livelli alti di valutazioni, non pericolosamente alti, ma elevati, se invece i tassi rimanessero ai livelli attuali ancora per 10 anni, le attuali valutazioni dell’azionario sarebbero estremamente basse.” 
 
Il rapporto fra il prezzo e gli utili delle azioni, uno degli indicatori di valutazione più utilizzati, ha un aspetto completamente diverso se lo paragoniamo all’alternativa dell’investimento obbligazionario, con tassi negli USA del 5-6%, come nel 2006-2007, o tassi a 0-0.25% come dal 2008 a oggi. 
 
La ripresa economica negli USA e, negli ultimi mesi anche in Europa, è avvenuta principalmente grazie al denaro a costo zero e alle iniezioni di liquidità.  Si capisce dunque l’esitazione della Federal Reserve nel ritoccare, alzando i tassi, il motore che finora ha spinto l’economia fuori dalla crisi del 2008. Tanto più dopo il programma di stimoli monetari appena iniziato qui in Europa dalla BCE, con immediato e fortissimo impatto sul cambio Euro/Dollaro, da cui la Fed non può prescindere. 
 
D’altra parte, vedendo l’economia che migliora, è naturale attendersi un rialzo dei tassi.  Un gatto che si morde la coda. 
 
Nelle ultime due settimane, si sono verificati movimenti straordinari sui Titoli di Stato europei. Come in una partita a poker, gli investitori sono andati a “vedere” quanto i 60 miliardi mensile di acquisti di Titoli di Stato da parte della BCE possono sostenere le quotazioni e schiacciare i rendimenti. Nel giro di una decina di giorni, il rendimento del Bund è salito dall0 0,08% a oltre 8 volte tanto. Il movimento al ribasso sui Bund, diretto dal future sul Bund decennale con una velocità dei book di negoziazione tutto fuorché umana, ha trascinato le quotazioni dei  Titoli di Stato degli altri Paesi europei. Bund a parte, gli effetti più vistosi si sono visti sui Periferici a lunga scadenza. Il rendimento del BTP trentennale è salito di oltre il 50% da metà marzo a oggi, passando dall’1,91% a un picco del 3%. 
 
Le avvisaglie del movimento sono arrivate dalle dichiarazioni dei più influenti investitori mondiali. Warren Buffet ha affermato che i bond sono estremamente sopravvalutati, Gundlach ha ipotizzato di vendere allo scoperto bund con leva 100, e Bill Gross, ironizzando sul suo settantunesimo compleanno, ha detto di avere “una sensazione di fine”, riferendosi esplicitamente al ciclo economico e al bull market del mercato obbligazionario. “Per l’economia globale, che continua ad utilizzare il leverage anziché ridurlo, il cammino verso la normalizzazione sembra bloccato. Anche le tre più forti economie sviluppate, USA, Germania e U.K., hanno visto una crescita reale del 2% o meno, dallo scoppio della crisi Lehman. Se miliardi di dollari di iniezioni di liquidità non hanno avuto successo qui (e in Giappone) in questi 5 anni, perché dovremmo aspettarci che Draghi e la sua BCE se la passeranno molto diversamente?” si chiede Bill Gross.

12052015 1

Il cambio Euro/Dollaro USA è risalito dai minimi di 1,0460 alla soglia di 1,14 questa settimana. 
Come la forte svalutazione dell’Euro aveva messo in buona luce l’Europa e impensierito gli USA, le cui esportazioni sono crollate, il recente movimento di risalita dell’Euro ha colpito più le Borse europee, scese di circa un 8-10% dai massimi, di quelle USA, che rimangono marmoree sui massimi. 
 
Tuttavia, un monito alla prudenza è arrivato, a sorpresa, mercoledì 6 maggio, dalla Presidente della Federal Reserve Janet Yellen, “le valutazioni delle azioni sono abbastanza elevate”. Fino a poco tempo fa Janet Yellen sosteneva il contrario, pur con le quotazioni degli indici azionari sugli stessi livelli attuali.

Nonostante la correzione degli ultimi giorni, i tassi e i rendimenti sono ancora sui minimi storici e il quadro macro  rimane immutato. Nel Regno Unito, dove si sono concluse con la netta vittoria di David Cameron le elezioni politiche tra le più incerte delle sua storia, il sito della Bank of England tiene traccia del costo del denaro fin dal 1694, anno della sua fondazione. Dal 2008, i tassi in Inghilterra sono allo 0,5%, mai stati così bassi. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale erano al 2%.
 
In queste ore, i mercati si sono ripresi dalla volatilità dei giorni scorsi con la tranquillità di un pachiderma africano che si scrolla le mosche dalla schiena. I rendimenti dei bond son tornati a scendere, l’Euro è sceso da 1,1390 sotto 1,12 e le Borse hanno recuperato qualche punto percentuale. 
Ma qualcosa è cambiato. Il mercato ora sa che, per quanto la BCE spinga, la tolleranza ai tassi sotto zero ha tempi limitati e la forte correzione dei Titoli di Stato ha ricordato agli investitori che, in caso di aumento dei rendimenti sui Titoli di Stato, le Borse diventerebbero meno allettanti. 
 
Strategicamente, si suggerisce di approfittare dei prossimi rimbalzi per alleggerire/proteggere le posizioni sia sull’azionario che sull’obbligazionario, in attesa di capire meglio le prossime intenzioni delle banche centrali. 
 
Dopo il rally delle ultime settimane, l’Euro dovrebbe consolidare tra 1,1350 e 1,1050 prima di tentare un nuovo allungo verso area 1,16.
 

Fonte: BONDWorld.it

Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.