Francoforte, 3 giugno 2015. La BCE sorprende i mercati non per i tassi d’interesse, invariati allo 0,05%, ma per le proiezioni su crescita e inflazione, riviste al rialzo….
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Una doccia fredda per i Titoli di Stato, finora saliti di prezzo e scesi di rendimento su prospettive di deflazione e bassa crescita.
Il rendimento sul Bund tedesco è decollato, passando dallo 0,08% di metà aprile a quasi l’1% di oggi, oltre 10 volte tanto. Negli ultimi due giorni ha messo a segno il più forte rally dal 1998. Il rendimento del BTP decennale Italia è salito dall’1,12% di marzo 2015 a un picco del 2,27% di oggi. In meno di tre mesi, rende il doppio.
Dal discorso introduttivo del Presidente BCE Mario Draghi alla conferenza stampa della Banca Centrale Europea:
“Nel primo trimestre del 2015 il PIL in termini reali dell’area dell’euro è cresciuto dello 0,4% sul periodo precedente, dopo lo 0,3% dell’ultimo trimestre del 2014. Nei recenti trimestri la domanda interna e soprattutto i consumi privati hanno rappresentato le determinanti principali della ripresa in atto. I risultati delle ultime indagini congiunturali fino a maggio restano coerenti con il procedere di una crescita modesta nel secondo trimestre. In prospettiva, ci attendiamo che la ripresa economica diventi più generalizzata.”
“L’inflazione ha raggiunto un livello minimo all’inizio dell’anno. In base alla stima rapida dell’Eurostat, l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC si è portata nell’area dell’euro allo 0,3% a maggio, dallo 0,0% di aprile e dal -0,6% di gennaio.
Nel 2016 e nel 2017 l’inflazione dovrebbe aumentare ancora, sostenuta dall’atteso recupero dell’economia, dall’impatto del deprezzamento dell’euro e dall’ipotesi, incorporata nei contratti future, di un lieve rincaro del petrolio nei prossimi anni.”
Mario Draghi, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha sintetizzato i catalizzatori di questo straordinario movimento del mercato dei Titoli di Stato:
• prospettive di crescita
• aspettative di maggiore inflazione
• condizioni tecniche del mercato, fra cui: investimenti concentrati sulle scadenze (obbligazionarie) più lunghe, grande offerta di emissioni sul mercato, riposizionamento sulla parte breve della curva sui Bund dopo che hanno iniziato ad avere rendimenti compatibili con gli acquisti da parte della BCE, dunque meno bisogno di comprare scadenze lunghe, scarsa liquidità del mercato dovuta all’assenza di alcuni significativi investitori istituzionali.
Tassi più attraenti in Europa hanno favorito l’Euro schizzato da 1,0818 a 1,1380 in meno di una settimana.
La salita dell’Euro è stata amplificata anche da affermazioni di membri della Banca Centrale USA e del Fondo Monetario Internazionali dalle quali si percepisce la possibilità di ulteriori rinvii del rialzo del costo del denaro da parte della Fed.

Fonte: BONDWorld.it
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