La trimestrale di Apple, seguita dalla visita di Tim Cook all’Università Bocconi all’inizio di questa settimana, deve aver impressionato anche il Papa che, parlando dell’importanza della….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
convivialità nella vita familiare, ha detto “a tavola con il telefonino non è famiglia, è un pensionato!”.
Apple è oggi la prima società al mondo per capitalizzazione di Borsa, circa 650 miliardi di dollari. Dalla trimestrale comunicata a fine ottobre, risulta che il 2015 è stato il migliore anno di sempre per Apple, con ricavi cresciuti del 28% a 235 miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre, Apple ha venduto oltre 48 milioni di iPhone, prodotto che conta per oltre i tre quinti del fatturato, ben più della vendita di computer. Dopo il risultato clamoroso, gli investitori si chiedono ora quali saranno i prossimi passi dell’azienda di Cupertino che siede su oltre 200 miliardi di liquidità. Cifra con la quale, per rendere l’idea, la Apple potrebbe comprarsi, se volesse, i gioielli dell’industria automobilistica tedesca con uno schiocco di dita, o le principali aziende europee nel settore energetico, tutte insieme.
Dietro Apple, svettano altre società quotate sul listino tecnologico del Nasdaq, come Google, o Amazon (che questa settimana ha toccato il suo massimo storico oltre i 650 dollari per azione).
Dal 2009 al 2015, emerge da uno studio di PwC, le aziende USA stanno estendendo la loro posizione dominante: oltre metà delle “Top 100” quotate sono americane. Apple vale circa 10 volte di più della più piccola fra le prime 100 aziende al mondo. Il settore dei servizi è quello che, dal 2009 a oggi, è cresciuto di più.

Operativamente e per concludere
In un mondo annegato nel debito, è comprensibile che “cash cows”, come Apple o Google, piacciano agli investitori. È altrettanto comprensibile come invece le società del settore energetico e delle utilities abbiano sofferto del calo del prezzo delle materie prime e del rallentamento della crescita globale. Con marginalità ridotte, fanno più fatica a ripagare i debiti e, per questo, spaventano.
D’altro canto, l’euforia sul listino tecnologico e dei servizi ha portato in alto i prezzi che, in alcuni casi, come Amazon (che quota oltre 900 volte gli utili), ricordano quelli della bolla internet del 2000. L’ipertrofia raggiunta dalla capitalizzazione di Borsa di alcune società fa si che la minima correzione dei prezzi delle stesse influenzi tutto il mercato, come il passo falso di un gigante.
Al termine della settimana, gli indici azionari stanno compostamente riassorbendo gli eccessi rialzisti del mese di ottobre, in vista dei cruciali appuntamenti con le banche centrali del mese di dicembre, il 3 la BCE e il 16 la Fed.
Prospetticamente, guardiamo con interesse al mercato energetico e delle materie prime, sui minimi degli ultimi anni, mentre osserviamo con attenzione la dinamica dei prezzi dell’indice Nasdaq che, avendo al suo interno alcune delle principali aziende mondiali, potrebbe anticipare le prossime tendenze del mercato.
In uno scenario ancora molto incerto sulle decisioni delle banche centrali, stiamo neutrali sul cambio Euro/Dollaro USA che, a 1,07, si è posizionato nell’ottica di un’ulteriore spinta espansiva della BCE e di un primo rialzo dei tassi da parte della FED. In caso di cedimento di area 1,0650, la parità sarebbe a un passo, mentre se l’Euro ritornasse sopra 1,1050, lo scenario volgerebbe nuovamente al rialzo.

Fonte: BONDWorld.it
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it





