Aspettative di forti oscillazioni sui mercati nelle prossime settimane. L’autunno, e ottobre in particolare, è tradizionalmente atteso con cautela dagli operatori finanziari, dal momento che i più grossi crolli di Borsa si sono verificati in questo periodo….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
1907. Il Grande Panico concluse la discesa del New York Stock Exchange e portò le quotazioni della Borsa di New York a -50% dai picchi dell’anno precedente.
1929 “The Black Thursday” del 24 ottobre, -12% dell’indice Dow Jones Industrial Average, seguito dal “Black Monday” del 28 ottobre -12.80%, e “Black Tuesday” del 29 ottobre, -11.70%.
1987, 19 ottobre, “The Black Monday”, -22.6% in un solo giorno.
1997 il mini-crash del 28 ottobre. L’Hang Seng di Hong Kong sceso del 14% in un giorno.
2008. Lehman Brothers, nel mese di ottobre l’indice SP500 ha un’escursione negativa di oltre il 28% (da 1167 a 839 punti ).
LA CREAZIONE DELLA FEDERAL RESERVE
Fu proprio a seguito del crollo di Borsa dell’ottobre 1907 che, qualche anno più tardi, fu creata la Federal Reserve, una banca centrale che potesse impedire il ripetersi di turbolenze simili, erogando liquidità nel sistema….
Nel 1907, il Panico fu scatenato dal fallimento di una delle più importanti banche di New York, la Knickerbocker Trust Company, saltata per aria nel tentativo di arrestare la speculazione al ribasso sul Rame. Il fallimento della Knicker Bocker Trust Company, e il conseguente crollo del New York Stock Exchange portò la corsa agli sportelli bancari in tutta America. Per arrestare il panico, fu necessario l’intervento di J.P. Morgan, l’importante banchiere che già nella crisi del 1893 aveva soccorso il Dipartimento del Tesoro USA, unito a John D. Rockefeller, l’uomo più ricco d’America, il Segretario del Tesoro USA George B. Cortelyou e altri importanti banchieri dell’epoca che, nel tentativo di salvare il sistema, per poco rischiarono essi stessi il fallimento.
Oggi, dopo mesi, anni, di volatilità ai minimi storici, il recente rialzo della volatilità all’inizio del mese di ottobre è un campanello di allerta.
VOLATILITA’
Enciclopedia Treccani. In chimica e fisica, tendenza di sostanze liquide e solide a passare allo stato di vapore. In finanza, misura della variabilità dei prezzi o dei tassi di rendimento di un titolo (tipicamente un’azione, un indice o un tasso di cambio).
Borsa Italiana. La volatilità misura l’incertezza circa i futuri movimenti del prezzo di un bene o di una attività finanziaria. Al crescere della volatilità cresce la probabilità che la performance risulti molto elevata oppure molto contenuta, ossia cresce la probabilità che i movimenti di prezzo siano molto ampi, sia in aumento che in diminuzione.
La volatilità viene misurata come deviazione standard del tasso di rendimento (o delle variazioni di prezzo) del bene o dell’attività finanziaria.
L’idea di costruire un indice che misurasse la volatilità risale al 1985, ma solo nel 1993, sul CBOE (Chicago Board Options Exchange) è stato quotato il VIX, l’indice di volatilità, che esprime percentualmente le aspettative del mercato sulla volatilità a breve termine, sulla base dei prezzi delle opzioni sull’indice SP500.
Informalmente, (senza addentrarci in Black&Scholes, deviazioni standard, Garch e altri mal di testa…) il VIX è anche noto come INDICE della PAURA. Più sale la paura, più gli operatori pagano le opzioni per “assicurarsi” su movimenti del sottostante, più il VIX sale.
Stesso concetto delle assicurazioni. Più è considerato elevato il rischio, più elevato è il premio che si paga.
Dopo aver toccato a luglio 2014 livelli da calma piatta in area 10.30, minimi degli ultimi anni , il VIX è iniziato a salire durante la correzione delle Borse nel mese di agosto, si è assopito nella prima parte del mese di settembre e con l’arrivo dell’autunno si è risvegliato improvvisamente. Tra il 19 settembre e il 3 ottobre, il future sul VIX scadenza ottobre è salito di oltre il 24%, dal minimo di 13.85 a 17.30 del 2 ottobre.
Empiricamente, è rarissimo veder scendere il VIX sotto 10. A zero non può andare perché significherebbe la totale immobilità dei titoli dell’indice SP500. Tra 10 e 20 è una situazione di vivace normalità. Sopra 20 significa che sui mercati c’è forte turbolenza.
I massimi del VIX, a 89.5, sono stati toccati nell’ottobre 2008, in piena crisi Lehman.
Dai calcoli sui prezzi delle opzioni del Professor Robert Whaley, l’inventore del VIX, nel crash dell’ottobre 1987, l’indice di volatilità avrebbe toccato area 150.
“Fat Finger Effect”.e fragilità dei mercati.
Le cause di un aumento della volatilità sono le più variegate. Il 2 ottobre, a Tokyo, è stato l’inserimento di un ordine di trading sbagliato da parte di un broker a innescare ordini di vendita sul mercato, per un valore totale di circa 600 miliardi di dollari, cosa che ha innervosito i mercati, e portato a una chiusura in territorio negativo prima a Tokyo e poi sulle altre piazze Europee e USA. La prima settimana di ottobre, nonostante gli ottimi dati sul mercato del lavoro USA con 248.000 nuovi occupati, si è conclusa in rosso.
Roubini Black Swan Scenario L’economista Nouriel Roubini, noto per aver previsto lo scoppio della bolla immobiliare e la crisi finanziaria del 2008, ha lanciato un monito settimana scorsa sulla possibilità di un “cigno nero”, un evento imprevedibile e dal forte impatto che potrebbe turbare la quiete dei mercati. Un’escalation del conflitto in Ucraina o in Siria, il rallentamento dell’economia cinese o un attacco terroristico in Europa o negli USA sono le spade di Damocle che pendono sui mercati. Ma, si sa, Roubini, detto Dr. Doom, è sempre pessimista.
BANCHE CENTRALI
Altri richiami alla prudenza arrivano dalle Banche Centrali, di solito più ottimiste.
Richard Fisher, Presidente della Federal Reserve di Dallas, ha detto in una conferenza a Roma “ho sempre pensato che i mercati metteranno alla prova la Fed o la BCE. Non si può pensare che si vada avanti così per sempre” Ha poi aggiunto “Stiamo iniziando a vedere un rischio estremo nei mercati dei junk bond (bond spazzatura ad alto rischio)”.
Mark Carney, Governatore della Bank of England, parlando in un evento a Wales, ha detto che la politica monetaria molto espansiva delle banche centrali potrebbe aver portato gli investitori a una scorretta valutazione del rischio.
Mario Draghi, Presidente della BCE, nel vertice di Napoli, tra proteste di piazza, ha annunciato tassi d’interesse invariati allo 0,05% settimana scorsa. Da metà ottobre inizieranno gli acquisti di covered bond da parte della BCE. Poi, il piano ABS, con acquisti potenziali fino a mille miliardi. Di Quantitive Easing non si è parlato. Draghi, parlando anche in italiano ai giornalisti, ha evidenziato l’importanza di accelerare le riforme strutturali. “La ripresa perde slancio”.
CAMBIO EURO/DOLLARO USA
Anche sul mercato valutario, è aumentata la volatilità e spesso i cambi valutari anticipano le tendenze sui mercati azionari e obbligazionari.
Il cambio Euro/Dollaro USA è sceso di oltre il 10% dai massimi di maggio 2014 a 1.3992 a 1.25 attuali.
Un cambio a 1.25 favorirà l’export europeo e indebolirà quello USA. D’altro canto, gli europei pagheranno più care le materie prime quotate in dollari e viceversa.
In quest’ottica, le Borse USA dovrebbero risultare ora più vulnerabili di quelle europee.
OPERATIVEMENTE E PER CONCLUDERE
La rottura al ribasso del livello 1.26 di Euro/Dollaro USA apre spazi fino in area 1.2150-1.20 nel breve, ma la velocità del movimento ribassista chiama il rimbalzo tecnico.
Chiudiamo le posizioni in Dollari tra qui e 1.23 e in caso di raggiungimento di area 1.2150-1.20 apriremo posizioni rialziste sull’Euro.
Per chi soffre il mal di mare, la cosa migliore è trovarsi già comodamente a terra, quando il mare è in tempesta.
Dopo la recente discesa delle Borse, i rimbalzi tecnici potrebbero arrivare e, fin quando il VIX rimarrà sotto area 20, non ci sarà da preoccuparsi.
Ma il panorama sta cambiando e, strategicamente, si suggerisce di aumentare la liquidità in portafoglio, alleggerendo/vendendo bond rischiosi e azioni.
Un rimbalzo tecnico dell’Euro in area 1.30-1.3150 sarà una opportunità per ricomprare dollari.
Fonte: BONDWorld.it
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it





