MC: Volkswagen, totem e tabù

Il trauma emotivo, dovuto alla sorpresa, contagia il resto del mercato….


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Andrea De Gaetano  –  Senior Portfolio Manager  –  MC Capital Ltd


La vicenda delle emissioni truccate della Volkswagen ha scatenato un attacco di panico nel mercato. Il trauma emotivo, causato dalla sorpresa, più ancora che dalla gravità della notizia in sé, sta generando un effetto contagio.

Il classico “cigno nero”, l’evento inatteso ad alto impatto, direbbe Taleb. Ci si poteva aspettare un esito funesto dalle elezioni in Grecia nel week-end. Una frase mal calibrata da qualche esponente delle banche centrali. Un’escalation delle tensioni geopolitiche o un dato macro deludente dalla Cina. Invece, la sorpresa è arrivata proprio dal Paese fautore dell’austerity e del rigore, l’insospettabile Germania. In un mondo dominato dall’incertezza, la serietà della Germania e delle auto tedesche erano diventate come totem, con un valore simbolico potentissimo, quasi sacro. La “bugia” della Volkswagen è stato infrangere un tabù, con le conseguenti reazioni di sdegno, vergogna e biasimo, che trascendono il fatto in sé.

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L’emotività ha preso il soppravvento su tutto il resto. Il comparto auto, che peraltro ha registrato dati in forte miglioramento nella prima parte dell’anno, è stato bersagliato dalle vendite, indistintamente. In mattinata, una notizia sulla rivista tedesca Auto Bild su emissioni apparentemente superiori a quanto consentito in Europa sul Suv x3 Drive 20 D ha scatenato le vendite anche su BMW, massacrata di oltre l’8%. Poi è stata presa di mira FCA, scesa del 7,5%.

L’orrore suscitato dalla notizia Volkswagen ha fatto scattare divieti e proibizioni, come avviene nelle società tribali della Polinesia. Nordea Asset Management, riporta il Wall Street Journal, ha vietato ai propri gestori di acquistare titoli e bond Volkswagen per i prossimi 6 mesi.

http://www.wsj.com/articles/nordea-blacklists-vw-stocks-and-bonds-1443088371

L’Euro è stato ricomprato, confermandosi valuta rifugio nei momenti di panico. Ora quota 1,1270, in risalita da area 1,11 di ieri. La paura ha fatto premio sulle promesse rassicuranti del Presidente BCE Mario Draghi che ieri, al Parlamento europeo a Bruxelles, ha confermato la disponibilità della BCE a prolungare il programma di acquisti di Titoli di Stato europei oltre il 2016, se necessario.

I mercati azionari sono in calo sia in Europa che negli USA e si stanno riavvicinando ai minimi di agosto.

I Titoli di Stato beneficiano dello scenario avverso sui mercati azionari e delle prospettive di tassi d’interesse ancora bassi sulle due sponde dell’Oceano.

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In realtà, non è la prima volta che Volkswagen riserva delle sorprese. Nell’ottobre 2008, in piena crisi Lehman, colse alla sprovvista in senso opposto, esplodendo al rialzo e salendo da 200 a 1.000 euro per azione nell’arco di due settimane. Allora, gli hedge funds erano largamente esposti al ribasso. Furono spiazzati, quando emerse che Porsche deteneva una partecipazione in Volkswagen maggiore del previsto e, affrettandosi a chiudere le posizioni short per paura di non trovare più titoli sul mercato, fecero lievitare le quotazioni Volkswagen a livelli siderali.

Evidentemente, un titolo con un “karma” particolare.

Operativamente e per concludere

Il mercato sta cambiando faccia. Le banche centrali sembrano aver perso quello charme fino a pochi mesi fa irresistibile per i mercati. L’entusiasmo per il non rialzo dei tassi della Fed settimana scorsa è durato pochi minuti. Poco di più l’effetto delle promesse espansive del Presidente BCE Mario Draghi nel discorso di ieri al Parlamento Europeo.

L’impatto emotivo delle vicende del settore auto che potrebbe trascinarsi per qualche giorno e la stagionalità settembre ottobre, storicamente teatro dei maggiori ribassi di Borsa, suggeriscono ancora prudenza. Tuttavia, i mercati europei, con il crollo di oggi, si sono avvicinati a supporti importanti, da cui è possibile veder partire un movimento di rimbalzo, in ottica tattica di trading.

In ottica di medio periodo, meglio attendere una correzione più “convincente” degli indici USA che, nonostante la recente correzione, sono ancora molto vicini ai massimi, considerando la corsa del 300% dal 2009.

Sul settore obbligazionario, in questa fase preferiamo Titoli di Stato e Titoli sovranazionali in valuta rispetto ai corporate bond.

Sul cambio Euro/Dollaro USA, area 1,1270 è diventato livello spartiacque fra un tentativo di nuovo recupero verso 1,1400-1,1550 (area di vendita) e un ritorno a 1,1080-1,1050 (area di acquisto).

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Buon fine settimana a tutti!

Fonte: BONDWorld.it

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