Le prospettive di crescita dell’economia britannica sono significativamente peggiorate nelle ultime settimane. La BoE è corsa ai ripari “anticipando” di un mese l’atteso aumento dell’APF……
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_ A sorpresa, diversamente dalle attese nostre e di consenso, la Bank of England ha aumentato l’ammontare del programma di acquisto titoli (APF) da 200 a 275 miliardi di sterline, prevedendone il completamento in quattro mesi. Ha lasciato invece invariato il bank rate a 0,50%. Era dal 2009 che la Banca centrale non modificava i termini della politica monetaria.
_ La BoE ha giustificato questo “ulteriore stimolo monetario all’economia” con il recente aumento dei rischi verso il basso sulla crescita. Come principale fonte dei rischi viene additata quella di origine internazionale: il rallentamento globale, soprattutto per quanto riguarda i principali mercati di destinazione dell’export britannico. Più nel dettaglio la BoE precisa che la crisi del debito sovrano nell’area euro “ha provocato gravi tensioni sui mercati di finanziamento delle banche e sui mercati finanziari in generale”. Tali tensioni pongono una minaccia per la ripresa dell’economia britannica.
_ La causa di origine domestica viene menzionata con minor enfasi, ma non viene comunque omessa: si tratta del processo di consolidamento fiscale in atto. Secondo la BoE “l’orientamento espansivo della politica monetaria e l’attuale livello della sterlina dovrebbero aiutare a supportare la domanda”, ma le prospettive di crescita per l’output sono più deboli e i rischi verso il basso sono aumentati, “il che significa che il grado di capacità inutilizzata nell’economia sarà probabilmente più elevato e più persistente di quanto previsto in precedenza”. Di conseguenza l’inflazione, che nel breve potrà salire sopra il 5%, si troverà probabilmente a scendere velocemente l’anno prossimo, quando l’effetto dei fattori che la stanno facendo ora salire temporaneamente diminuirà e resteranno invece le pressioni verso il basso generate dall’aumento della disoccupazione e della capacità inutilizzata. Nel contesto attuale la BoE vede come più probabile un undershooting del target di inflazione (2%) nel medio termine.
_ Si tratta di un cambio di posizione netto e tempestivo da parte della BoE, che diversamente dal solito ha sentito il bisogno di intervenire in anticipo (che però in questo caso non significa “preventivamente”, quanto semmai “immediatamente”), ovvero prima della stesura dell’inflation report, che verrà pubblicato in novembre, perché evidentemente la situazione ha subito un deterioramento più ampio e veloce del previsto. Di conseguenza, la BoE tiene monitorato sia l’ammontare sia la composizione del programma APF (attualmente tre aste a settimana di gilt sulle scadenze 3-10 anni, 10-25 anni e oltre 25 anni – per un ammontare iniziale di 1,7 miliardi di sterline per ciascun settore di scadenza). Ulteriori interventi di stimolo futuri non sono da escludersi.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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