Come ampiamente atteso dai mercati, la Bce, oltre a tagliare il tasso di riferimento allo 0,15%, porta in negativo il tasso sui depositi e annuncia una serie di manovre al fine di iniettare nuova liquidità e sostenere i prestiti al settore privato per rilanciare l’economia e scongiurare il pericolo deflazione….
Verranno implementate una serie di nuove operazioni TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operations) con maturity settembre 2018 e verrà annullata la sterilizzazione degli acquisti di titoli come previsto dal programma SPM. Inoltre sono stati intensificati i lavori preparatori per cartolarizzare i prestiti in modo da incrementare il credito a sostegno dell’economia.
Negli Usa il deludente dato sul Pil del primo trimestre (-1% t/t annualizzato) non getta ombre sul recupero del ciclo statunitense. I segnali che arrivano dagli indicatori anticipatori (i PMI di maggio migliorano: a 56,4 p. quello manifatturiero e a 58,4 p. quello servizi) e le risultanze del Beige Book rimangono incoraggianti, mentre gli analisti si attendono un recupero produttivo a maggio, dopo i deludenti dati di aprile. Anche la Fed conferma come l’economia stia continuando a recuperare gradualmente, sebbene all’interno del board non esista ancora unanimità di vedute sulla politica monetaria. Le attenzioni si concentrano sull’ingente quantità di asset detenuti in bilancio dall’Autorità (oltre i $4 Trilioni) e sulla grande massa di liquidità iniettata sui mercati, che la Fed dovrà continuare a drenare, evitando il rischio di innescare lo scoppio di una bolla dei treasury, i cui rendimenti attualmente avvicinano i minimi storici.
In Area Euro, la crescita non si è ancora consolidata. Dopo il dato incoraggiante del primo trimestre (+0,9% a/a) i principali indicatori anticipatori di maggio segnalano incertezza. Preoccupa soprattutto la nuova decelerazione del CPI (allo 0,5% a/a il dato stimato di maggio dallo 0,7%) che riporta in auge il timore deflazione. Si sono concluse con la vittoria del Partito Popolare Europeo (PPE) di Angela Merkel le elezioni europee, ma i seggi conquistati risultano in netto calo rispetto alle precedenti consultazioni. Secondi, con un numero di seggi leggermente inferiore al 2009, i Socialisti, mentre gli Euroscettici coprono ormai un quarto dei 725 seggi del Parlamento europeo. Intanto la Commissione UE ha annunciato che Austria, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca e Slovacchia usciranno dalla procedura per deficit eccessivo, mentre ha ammonito la Germania chiedendole di ridurre l’attivo delle partite correnti rafforzando la domanda interna; rimane sotto osservazione la Francia, che potrebbe vedere a rischio il raggiungimento degli obiettivi concordati con l’UE.
In Italia il Pil è atteso in recupero nel 2 trim. (tra il +0,1% t/t e lo 0,4% t/t), ma l’Istat precisa che la crescita sarà solo “debolmente positiva” nel 2014 malgrado la revisione dei criteri di calcolo che entrerà in vigore ad ottobre e che dovrebbe scorporare dalla spesa pubblica investimenti in R&D oltre a contabilizzare le attività illegali. Del resto l’anno è partito in salita con il Pil in flessione (-0,1% t/t nel 1 trim.). Il trend leggermente positivo è confermato anche dagli indicatori di fiducia di maggio, soprattutto quella dei consumatori salita ai massimi dall’inizio del 2010, complice anche il bonus fiscale da 80€. Il risultato delle consultazioni europee rafforza la leadership di Renzi, alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell’UE anche se, prima di avviare una trattativa proficua con l’Unione, il Governo dovrà implementare il pacchetto di misure strutturali già avviate, completare le riforme del mercato del lavoro e del fisco e realizzare la spending review.
La riunione della Bce e le nuove stime su crescita e inflazione
La Bce taglia il costo del denaro al minimo storico dello 0,15%, porta in negativo il tasso sui depositi presso l’Eurotower (al -0,10%) ed abbassa il tasso sui prestiti marginali allo 0,40%. Ma per garantire supporto all’economia reale vara una serie di misure addizionali:
– sospende le operazioni di sterilizzazione dei titoli di Stato acquistati durante il Securities Markets Programme (decisione che equivarrà ad un’immissione di nuova liquidità nel sistema pari a circa170Mld di euro).
– introduce nuove operazioni di rifinanziamento alle banche “finalizzate” al riutilizzo di questi fondi a favore di famiglie e imprese (con l’esclusione dei mutui per l’acquisto casa) – Targeted LTROs – con scadenza protratta fino al 2018. Le controparti saranno inizialmente autorizzate ad ottenere fino al 7% dei loro prestiti, come risultavano al 30 aprile 2014, verso il settore non finanziario privato dell’Euro Area (per un importo fino a 400Mld di euro). Due ulteriori operazioni verranno condotte a settembre e dicembre 2014. Tra marzo 2015 e giugno 2016 alle controparti sarà consentito di prendere a prestito, su base trimestrale, fino a tre volte l’ammontare del proprio net lending concesso al settore non finanziario privato dell’Euro Area con l’esclusione dei mutui per l’acquisto di abitazioni. Alle controparti sarà consentito di ripagare i prestiti ottenuti dopo 24 mesi da ogni TLTROs;
– annuncia un programma preparatorio all’acquisto titoli Abs (Asset backed securities), che lascia ipotizzare la possibilità per l’Autorità di varare un vero e proprio piano di quantitative easing;
– l’estensione dell’elegibilità di ulteriori asset come collateral nelle operazioni di rifinanziamento, almeno fino a settembre del 2018;
-prosegue nella conduzione delle Main Refinancing Operations con procedura a tasso fisso e full allotment e delle consuete LTROs trimestrali sin quando necessario e almeno fino a dicembre 2016.
– La ripresa “procede” ad un passo moderato ma i rischi permangono to the downside: tale scenario viene confermato dalle stime rilasciate a giugno, che comportano una revisione al ribasso della crescita nel 2014 e dell’inflazione durante tutto l’orizzonte di previsione. Le aspettative sui prezzi rimangono comunque ancorate nel medio periodo.
– In occasione della riunione odierna, la BoE mantiene il tasso di riferimento allo 0,50%, lasciando invariato il piano di acquisto di asset a 375 Mld di £.
Cosa scontano i mercati sulle prossime mosse di Fed e Bce
– In Area Euro, nell’ultimo mese, la curva dei tassi impliciti sull’Euribor 3M si è decisamente ribassata su tutte le scadenze in attesa di nuove misure di sostegno da parte della Bce che sono state rese note durante la riunione odierna. I mercati scontano tassi ai nuovi minimi almeno fino alla fine del 2015.
– Rispetto ad un mese fa, la curva dei tassi Libor Usa si mantiene sostanzialmente invariata sulle scadenze a medio-breve termine per effetto della discussione in atto sull’eventuale avvio di un’exit strategy sui tassi (nel frattempo il tapering continua ad essere implementato come da agenda); gli operatori ritengono plausibili interventi sul costo del denaro non prima del 2015, con rialzi graduali nel tempo.
USA e Area Euro
Il brusco calo del Pil americano nel I trimestre (la contrazione è stata rivista al ribasso, in seconda lettura, all’1% t/t annualizzato) impatta solo relativamente sull’outlook di crescita previsto nel proseguo dell’anno; sulla flessione incide il calo degli investimenti ed il processo di decumulo delle scorte agricole. Ma il Beige Book della Fed evidenzia una prosecuzione della ripresa economica: in tutti i 12 distretti, le nuove richieste settimanali di sussidio, mantengono un trend decrescente e gli indicatori PMI di maggio migliorano (a 56,4 p. quello manifatturiero e a 58,4 p. quello servizi). A maggio, inoltre, è probabile un recupero produttivo dopo i deludenti dati di aprile (+0,7% t/t per gli ordini di fabbrica e -0,6% t/t per la PI).
– Dai verbali del meeting di aprile della Fed emerge la discussione tra i membri direttivi circa l’exit strategy, e la conferma di come l’economia stia continuando a recuperare gradualmente; tuttavia non esiste ancora unanimità di vedute intorno a manovre sul costo del denaro. Le attenzioni si concentrano sull’ingente quantità di asset detenuti in bilancio dall’Autorità (oltre i $4 Trilioni) e sulla grande massa di liquidità iniettata sui mercati, che la Fed dovrà continuare a drenare, evitando il rischio di innescare lo scoppio di una bolla dei treasury, i cui rendimenti attualmente avvicinano i minimi storici.
Prosegue il lento recupero economico dell’Area (+0,9% a/a per il Pil preliminare nel I trimestre), anche se i principali indicatori anticipatori di maggio segnalano incertezza. Le elezioni europee hanno sancito il primato del Partito Popolare Europeo di Angela Merkel (seppur con un numero di seggi conquistati fortemente ridimensionato rispetto alle scorse consultazioni) sui Socialisti e l’avanzata degli Euroscettici, soprattutto in Francia e UK (nel 2017 è previsto il referendum per l’adesione della Gran Bretagna all’UE). Tuttavia dalle urne è emersa la necessità di coalizione tra Socialisti e Popolari per formare il nuovo esecutivo, sulla cui guida non è ancora stata raggiunta un’intesa. Intanto la Commissione UE, in scadenza, ha presentato raccomandazioni-paese dedicate alla necessità di rilanciare la crescita all’interno dell’Area: Austria, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca e Slovacchia usciranno dalla procedura per deficit eccessivo, mentre la Germania è chiamata a ridurre l’attivo delle partite correnti rafforzando la domanda interna; sorvegliata speciale la Francia, che potrebbe vedere a rischio il raggiungimento degli obiettivi concordati con l’UE.
– A fronte di una disoccupazione in lieve raffreddamento ad aprile (all’11,7%) preoccupa soprattutto la nuova decelerazione del CPI (allo 0,5% a/a il dato stimato di maggio dallo 0,7%).
Italia
– Dopo la doccia fredda sulla crescita relativa al I trimestre dell’anno (-0,1% t/t), il Pil è atteso in recupero nel secondo quarter, con un’espansione congiunturale stimata tra lo 0,1% e lo 0,4%, ma è previsto solo “debolmente positivo” nell’anno in corso, secondo quanto diffuso da Istat in una nota agli analisti. Per l’Istituto, nel II trimestre, la produzione industriale italiana, al netto delle costruzioni, dovrebbe avanzare dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. Il trend positivo è confermato dagli indicatori di fiducia di maggio, con quella dei consumatori salita ai massimi dall’inizio del 2010, mentre quella delle imprese sconta maggiori incertezze rimanendo invariata a 99,7 punti.
– Il risultato delle consultazioni europee rafforza la leadership di Renzi, unico leader vincitore assieme alla Merkel, e conferisce al Premier, alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell’UE, peso politico e forza negoziale di fronte all’Unione, non per ottenere deroghe sul rispetto dei target di consolidamento fiscale, bensì rilevanti “aperture” da parte di Bruxelles in tema di timing per il raggiungimento degli obiettivi e risorse per gli investimenti pubblici. Ma il Governo dovrà implementare il pacchetto di misure strutturali già avviate, completare le riforme del mercato del lavoro e del fisco e realizzare la spending review, per avviare una trattativa proficua con l’Unione. Una disoccupazione giovanile (15-24 anni) salita al record del 43,3% ad aprile ed un inflazione stabile sui minimi (allo 0,5% a/a il CPI stimato di maggio), ammoniscono sul critico contesto con cui deve confrontarsi l’Esecutivo.
Fonte: MPS
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