Obbligazioni USA: La Banca centrale sta (ancora) temporeggiando sul fronte del „tapering“ – ci troviamo nel mezzo dell’ennesimo “tira e molla politico” sul bilancio e sul limite di indebitamento. Le previsioni congiunturali a medio …
Raiffeisen Capital Management
termine per gli USA sono tuttora positive; l’anno prossimo la crescita economica potrebbe accelerare – tra l’altro, grazie agli effetti negativi minori delle politiche fiscali e agli investimenti delle imprese in aumento dopo diversi anni di grande prudenza in questo settore. Considerando questa situazione, nei prossimi mesi le obbligazioni societarie dovrebbero avere un potenziale di rendimento relativamente alto, poiché le valutazioni, dopo gli aumenti dei rendimenti degli ultimi mesi, sono nettamente migliori rispetto alla primavera scorsa. Nel lungo periodo, però, non sono comunque ancora a buon prezzo.
Obbligazioni Europa: Il quadro congiunturale si sta leggermente schiarendo – il risultato delle elezioni parlamentari in Germania dovrebbe avere un effetto positivo sui titoli di Stato dei paesi periferici.
Per la zona euro non si prevedono inasprimenti della politica monetaria, almeno fino al 2014 inoltrato, anzi, piuttosto un allentamento monetario. Per ora ciò dovrebbe supportare i titoli di Stato euro, come anche le obbligazioni societarie in euro. Dopo la più recente correzione, le obbligazioni high yield non sono però ancora per niente “economiche”, sono però indubbiamente più attraenti rispetto al primo trimestre.
I tassi di default nel frattempo sono però leggermente in aumento. I dati non sono ancora né drammatici né preoccupanti – ma comunque sembra essersi già verificata una certa inversione di tendenza. I rischi maggiori per le obbligazioni high yield europee sembrerebbero, dal punto di vista attuale, un indebolimento eccessivamente forte del quadro congiunturale nella zona euro e/o un ulteriore forte peggioramento del sentiment di rischio degli investitori.
Titoli di Stato giapponesi: stabili rispetto al trend mondiale
La banca centrale giapponese aveva annunciato un ingente programma d’acquisto di titoli di Stato e altri strumenti finanziari ad aprile; parallelamente a ciò, il capo di governo Abe aveva promesso ampie riforme economiche e misure per riavviare l’economia. Se si osservano i recenti dati economici, queste misure e dichiarazioni sembrano già avere degli effetti positivi. Dietro alle apparenze, comunque, i risultati non sono così univoci. La ripresa economica conseguita è bella da vedere rispetto ai dati molto deboli degli anni precedenti. Per risolvere l’enorme problema dei debiti e del deficit del Giappone, nei prossimi anni sarebbero necessari dei tassi di crescita difficilmente realizzabili, anche in condizioni estremamente ottimiste – soprattutto di fronte ai problemi economici strutturali del Giappone e dell’andamento demografico molto sfavorevole. Sui mercati finanziari è svanito in modo sorprendentemente veloce l’effetto delle dichiarazioni di aprile.
Obbligazioni dei mercati emergenti: il peggio sembra passato…
Nel 2° trimestre sono finite sotto enorme pressione molte valute dei paesi emergenti. Negli ultimi mesi, si è sviluppata così una vera e propria spirale negativa in paesi come l’India o l’Indonesia: i deflussi di capitali dai mercati azionari e obbligazionari di questi paesi hanno causato il calo di valute, che a loro volta ha portato ad altre vendite di azioni e obbligazioni da parte di investitori stranieri e, di conseguenza, a ulteriori deflussi di capitale e a valute ancora più deboli.
Per quanto riguarda i premi di rendimento, le obbligazioni EM hanno raggiunto di nuovo dei livelli relativamente alti rispetto alle obbligazioni dei paesi industrializzati, che assomigliano a quelli del 2009. Dal punto di vista relativo, questi premi al rischio sembrano essere del tutto attraenti nel lungo periodo e, anche per quanto concerne le valute, il peggio dovrebbe essere passato.
Valute: Euro di nuovo con il vento in poppa – si prevede ulteriore debolezza dello yen
Nell’ultimo periodo, l’euro ha di nuovo guadagnato nettamente contro il dollaro. L’aumento vertiginoso del dollaro USA contro la maggior parte delle altre valute sembra complessivamente giunto al capolinea per il momento. Non bisogna comunque dimenticare che gli USA hanno tuttora un enorme disavanzo commerciale – nonostante il recente boom del petrolio e del gas e le conseguenti minori importazioni di petrolio.
Per quanto riguarda il prezzo dell’oro, questo potrebbe ancora rimanere sotto pressione per un po’ di tempo.
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Fonte: Raiffeisen Capital Management
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