La Bce ha deciso ingenti misure per spingere il tasso di inflazione, ma nelle sue previsioni questo si attesta solo all’1,6% nel 2018..…
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Philippe Waechter, Chief Economist di Natixis Asset Management
Ciò riflette una politica economica nella zona euro “a una sola gamba”. Tutto il lavoro deve essere fatto dalla banca centrale in quanto non ci sono al momento politiche fiscali proattive. La Bce sembra essere l’unica istituzione che realmente vuole cambiare la situazione.
Sono piuttosto pessimista in quanto il programma della Bce ridurrà la liquidità di un gran numero di asset. Sarà in parte il caso del debito sovrano di alcuni paesi e anche del mercato delle obbligazioni investment grade.
Olivier de Larouziere, Head of interest rates di Natixis Asset Management
Il taglio nei tassi di deposito e nei tassi di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento non rappresenta una vera sorpresa e non dovrebbe avere grossi impatti sui mercati obbligazionari.
L’aumento di 20 miliardi di euro negli acquisti mensili è invece significativo. Questo dovrebbe essere un forte impulso per i titoli sovrani dell’area euro, specialmente per i paesi core, ma anche per il debito periferico.
La priorità della Bce è la trasmissione degli effetti delle proprie mosse verso l’economia reale. In tale senso si inseriscono i due annunci di includere nel piano di acquisti le obbligazioni corporate non finanziarie denominate in euro e le operazioni aggiuntive TLTRO.
Quest’ultimo annuncio, in particolare, rappresenta una sorpresa e mostra l’importanza di ripristinare la trasmissione del credito nell’area euro.
Yves Maillot, Head of European equities di Natixis Asset Management
Il pacchetto complessivo messo in campo dalla Bce va ben oltre le aspettative e avrà un impatto positivo non solo sui mercati finanziari, ma anche sul clima di fiducia all’interno dell’Eurozona. In assenza di shock di mercato come la Brexit, le mosse della Bce dovrebbero aiutare la zona euro a ritornare sul percorso di crescita dei tassi verso l’1,6% a metà 2016.
Con le nuove operazioni di LTRO e il taglio dei tassi ai quali le banche possono prendere a prestito dalla Banca Centrale, la Bce sta agevolando le condizioni degli istituti finanziari. Inoltre, l’inclusione delle obbligazioni corporate investment grade può aiutare il meccanismo di trasmissione della sua politica monetaria verso l’economia reale.
Quanto agli effetti a medio termine, è certo che il settore bancario è un target chiaro delle decisioni della Bce. E’ quindi ovvio che i titoli bancari mostrino le migliori performance nel medio termine.
Brigitte Lebris, Head of Emerging Markets Debt and Currencies di Natixis Asset Management
L’azione della Bce sembra focalizzarsi ora maggiormente sulla domanda interna supportando la crescita del credito bancario.
Gli asset europei dovrebbero salire (sia le obbligazioni che le azioni).
L’appetito per il rischio, già alto prima del meeting della Bce su tutti i mercati emergenti (titoli sovrani, credito corporate e debito locale) è destinato a continuare.
Fonte: BondWorld.it
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